Filmati gli aggressori del giovane

16 Gennaio 2015

Identificati due albanesi dopo la rissa in centro storico

TAGLIACOZZO. La rissa in centro ripresa dalle telecamere di sorveglianza del Comune che hanno permesso di individuare due dei tre aggressori albanesi coinvolti.

Si tratta di M.N., 29 anni, e M.A. (22) indagati per lesioni personali aggravate in concorso nei confronti di un giovane di Sante Marie, A.T.. Secondo una ipotesi i tre stranieri, residenti a Tagliacozzo, avrebbero messo in atto una spedizione armati di bastoni, spranghe e coltelli raggiungendo il marsicano in pieno centro, picchiandolo e mandandolo all'ospedale con lesioni in più parti del corpo e una prognosi di dieci giorni. Gli indagati, difesi dagli avvocati Luca e Pasquale Motta, sostengono che si sia trattato di un lite tra due fazioni, da un lato i marsicani e dall'altro gli albanesi. Sarebbero state coinvolte, infatti, altre persone. Secondo gli albanesi tutto era partito da una lite sorta nei giorni precedenti per motivi banali. I due indagati sono stati già sentiti dai carabinieri della compagnia di Tagliacozzo, guidati dal capitano Edoardo Commandè. Le immagini delle telecamere, acquisite dai carabinieri, potranno fornire maggiori dettagli sull'accaduto. L’assessore al Turismo e alla Cultura, Gabriele Venturini, lancia tre proposte: «Approvare in consiglio un atto di indirizzo con il duplice intento di sostenere le vittime di violenze facendo costituire il Comune parte civile in tutti i processi penali, chiedere alle forze dell’ordine di rafforzare la loro attività di repressione dei furti e delle violenze, e potenziare il servizio di videosorveglianza, con particolare attenzione alle zone della movida».

«Purtroppo anche l'ultima legge di stabilità», chiarisce Claudio Ciucci, segretario regionale dell’Ugl polizia, «massacra donne e uomini in divisa con tagli pesanti che si riflettono soprattutto nei settori operativi». Per gli avvocati Motta, «serve una politica di convivenza e prima che vengano prese posizioni discordanti bisogna accertare i fatti».

Pietro Guida

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