Finanzieri negli uffici del Cogesa: indagine sui conti e le consulenze

E continuano le polemiche sui quattro incarichi da 400mila euro affidati a professionisti del Vastese La società chiarisce: «Servono all’azione di risanamento, tariffa stabilita da un decreto ministeriale»
SULMONA. La Guardia di finanza negli uffici del Cogesa, azienda che si occupa del ciclo integrato dei rifiuti al servizio di oltre sessanta Comuni. Le Fiamme gialle del nucleo mobile provinciale dell’Aquila si sono presentate negli uffici dell’azienda, che si trova nell’ex sede di Sviluppo Italia, per chiedere di visionare la documentazione relativa agli anni che vanno dal 2018 al 2022. Sulla vicenda c’è il massimo riserbo perché, al momento, non è chiaro se la richiesta sia legata a filoni d’inchiesta già aperti; ma una parte della documentazione all’esame dei finanzieri sarebbe la stessa finita nel mirino della Corte dei Conti dopo l’esposto della consigliera comunale di Sulmona, Teresa Nannarone, riguardante la gestione del Cogesa negli ultimi anni. A tenere banco in questi giorni sono i quattro incarichi di consulenza assegnati dal cda della partecipata per oltre 400mila euro. Nello specifico, si tratta di tre consulenze per advisor contabile e finanziario e una per advisor legale. Ad aver avuto gli incarichi, con affidamento diretto, sono tre commercialisti e un avvocato, tutti con gli studi professionali nel Vastese. I sindaci di Sulmona, Pratola Peligna, Rocca Pia, Castelvecchio Subequo, Pacentro, Pettorano sul Gizio, Pescocostanzo, Gagliano Aterno, Opi, Cansano e Acciano chiedono la convocazione urgente dell’assemblea dei soci, esprimendo perplessità sia per la procedura adottata per conferire gli incarichi sia per quanto attiene al corretto corso dei rapporti tra l’organo di governo della società e i soci, ma secondo l’azienda le procedure si rendono necessarie per seguire l’iter sullo stato di crisi dell’impresa. «Si tratta di incarichi contemplati dalla legge che prevedono lo svolgimento di attività triennali per risanare lo stato della società, sono pertanto figure necessarie per la gestione della crisi», precisano dal Cogesa spiegando che l’importo «non è altro che l’applicazione della tariffa professionale stabilita per decreto ministeriale». Una decisione che però, da parte degli amministratori, è parsa fuori luogo in un momento in cui la società sta cercando disperatamente di risanare i conti. Nei prossimi giorni si saprà qualcosa di più in quanto il presidente del cda, Nicola Guerra, si è detto pronto a chiarire la questione delle consulenze con gli undici sindaci soci, gli stessi che avevano affidato a Franco Gerardini la guida del Cogesa. Piove dunque sul bagnato per la società partecipata che avrà ora il compito, dopo aver assegnato le consulenze, di spiegare come risolvere la crisi, tenendo inoltre presente che non è stato ancora approvato il bilancio di previsione che presenterebbe un buco di oltre un milione e mezzo di euro.

