Finì in cella per abuso su minore: assolto

13 Marzo 2019

Lo straniero fu catturato in Ungheria, dove era fuggito, con un mandato di arresto europeo. Ma era innocente

L’AQUILA. Per poterlo catturare era stato spiccato addirittura un mandato d’arresto europeo e venne arrestato in Ungheria, dove era riparato.
Poi, sfruttando un errore procedurale, il suo avvocato era riuscito a farlo scarcerare. Nel frattempo F.Z., uno straniero 26enne residente a Tornimparte, era stato rinviato a giudizio in tribunale con un’accusa pesantissima: violenza sessuale su una minorenne. Ieri, però, l’imputazione si è dissolta nel nulla dopo che il tribunale ha assolto l’imputato con la formula più liberatoria: il fatto non sussiste, nonostante una richiesta di una condanna a tre anni di reclusione da parte della Procura aquilana.
L’imputato, a fronte di fatti risalenti al 2013, avrebbe fatto salire la minorenne sulla macchina di suo padre abusando di lei.
L’assoluzione poggia su una serie di prove molto fumose e le stesse dichiarazioni della ragazza non hanno certamente fatto luce in quanto generiche e contraddittorie. Ma tutto il materiale probatorio è sembrato essere lacunoso con la mancanza anche di alcune trascrizioni.
Va anche detto che è stato ascoltato, nella giornata di ieri, uno psicologo, il quale ha anche parlato delle condizioni instabili della ragazza, ma non ha potuto mettere in collegamento lo stato d’animo della minorenne con quanto avrebbe subìto. Secondo il ragazzo, con la minorenne vi era «un legame sentimentale» e lei, uscita di casa con la scusa di andare a studiare a casa di un’amica, sarebbe andata da lui per passare momenti in intimità. Ma a casa dello straniero c’erano i genitori, e così i due si erano appartati in auto, dove, sempre stando alla ricostruzione dell’imputato, sarebbe avvenuto un «rapporto consenziente». L’imputato è stato assistito dall’avvocato Fabio Alessandroni, e la parte civile da Vincenzo Cipolletta.
©RIPRODUZIONE RISERVATA