«Fiorentina e Lazio, via lo sponsor Santa Croce»

Gli ex lavoratori dell’azienda dell’acqua di Canistro scrivono a Della Valle e Lotito «Non possiamo pagare le bollette e i libri ai nostri figli, chiediamo la vostra solidarietà»
CANISTRO. Gli ex lavoratori della Santa Croce scrivono ai presidenti della Lazio e della Fiorentina, che hanno, tra i loro sponsor, anche l’azienda di acque minerali, chiedendo di «sospendere la pubblicità del marchio negli stadi (e sulle maglie) finché non ci vengono riconosciuti i nostri diritti». A un anno dai licenziamenti dei 76 operai dall’azienda guidata dall’imprenditore molisano Camillo Colella, i lavoratori, che devono percepire il Tfr, alcune mensilità e le ferie non godute, con una lettera, hanno fatto appello alle due società di calcio di serie A e alle istituzioni chiedendo di intervenire per fare in modo che l’imprenditore molisano dia a ognuno di loro quello che gli spetta. In media, ciascun lavoratore deve avere 35mila euro. Le parole degli ex dipendenti hanno mandato su tutte le furie Colella, che li ha attaccati dicendo loro di rivolgersi al sindaco Angelo Di Paolo e al vicepresidente della Regione Abruzzo Giovanni Lolli, a detta sua «unici responsabili di questa situazione». I 76 operai, però, non demordono e hanno scritto direttamente ad Andrea Della Valle e Claudio Lotito, patron, rispettivamente, delle società di calcio di Fiorentina e Lazio.
«A un anno dal nostro licenziamento siamo ancora ad aspettare che ci vengano riconosciuti i nostri diritti: Tfr, ferie non godute e stipendi non pagati», scrivono nella lettera indirizzata a Della Valle e Lotito. «Sono giorni che ci chiediamo: ma voi presidenti conoscete la nostra situazione, visto che siete degli imprenditori e date lavoro a tante famiglie? Stiamo scontando una pena quotidiana fatta di bollette che si accumulano, di pagamenti che vengono accantonati, di soldi necessari per i libri dei nostri figli. Vi chiediamo che la pubblicità all’interno dello stadio venga sospesa, finché non vengono riconosciuti i nostri diritti. Sarebbe un grande atto di solidarietà nei nostri confronti, ormai ex lavoratori della Santa Croce».
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