Fiori bianchi e lacrime per l’addio a padre Andrea

Il celebrante: «Misericordia per quelle ombre che percorrono anche le nostre vite» Una quarantina di fedeli per l’ultimo saluto al sacerdote punito dalla Santa Sede
L’AQUILA. «Arrivederci in cielo. Ti vogliamo bene padre Andrea». Si è conclusa così l’omelia di padre Carmine Ranieri, già ministro provinciale dei frati cappuccini d’Abruzzo, nel corso della liturgia esequiale (che si è svolta nel convento di Santa Chiara) per l’ultimo saluto a padre Andrea D’Ascanio, morto due giorni fa a 86 anni nell’ospedale di Abbiategrasso, in Lombardia. Alle esequie hanno partecipato una quarantina di persone (numero limitato anche a causa delle normative anticovid) e fra essi molti componenti dell’Armata bianca, il movimento fondato da padre Andrea oltre 40 anni fa. La bara di noce chiaro aveva una fascia che la circondava con incise le parole della preghiera dell’Ave Maria. La celebrazione è stata animata da una violinista e da una corista.
MISERICORDIA. All’inizio della messa padre Carmine ha fatto un accenno velatissimo alle polemiche dentro e fuori la Chiesa che spesso le iniziative di padre Andrea D’Ascanio hanno suscitato. Il sacerdote ha invocato «misericordia per quelle ombre che percorrono anche le nostre vite». Un altro accenno a vicende più recenti che hanno riguardato il Cappuccino il celebrante lo ha fatto verso la fine dell’omelia, quando ha detto: «Ringraziamo Dio per avercelo donato come confratello, amico, confidente, padre spirituale e accogliamo il mistero della sua persona che solo Dio conosce fino in fondo. Mi riferisco soprattutto alle sue scelte ultime, quelle compiute nel 2018 quando ha rinunciato alla vita religiosa e al sacerdozio per motivi di coscienza e non certo per una disaffezione dalla sua scelta di vita e alla chiamata di Dio. Non tocca a noi entrare nei meandri più riposti del suo cuore, consapevoli che in ogni storia d’amore può esserci un momento drammatico in cui ci si può sentire delusi. Ma spesso è un passaggio necessario per arrivare a consegnarsi all’altro. Ora, al cospetto con Dio, per lui tutto è certamente compiuto e chiaro». Citando il poeta Rainer Maria Rilke, padre Carmine ha aggiunto: «Caro fratello Andrea, la tua gestazione in questa vita terrena è conclusa e oggi è il tuo Dies Natalis, il giorno nel quale nasci alla vita eterna. A te rivolgiamo i nostri auguri perché questo incontro sazi la tua fame di Dio e porti a compimento tutta la missione apostolica che hai compiuto quaggiù». Padre Carmine ha sottolineato anche altri aspetti della vita del frate: «Da ministro provinciale, tra il 2010 e il 2016, ho avuto modo di conoscere più a fondo la sua personale vicenda. Ricordo il suo temperamento di uomo tenace, forte, vigoroso nella fede, creativo, irremovibile nelle sue convinzioni. E poi la sua radicalità, il suo coraggio, la sua azione pastorale che è stata quella di mostrare il Padre attraverso Cristo Gesù e Maria. Desiderava che a nessuno fosse calpestata la dignità».
LE OPERE. È stato poi ricordato il Monumento ai bambini non nati al cimitero dell’Aquila (nei pressi del quale Padre Andrea è stato sepolto) la cui inaugurazione nel 1991 fu definita “crociata antiabortista”, le ristrutturazioni delle chiese di San Pietro della Jenca e di Sant’Apollonia, il restauro delle edicole della via Mariana a Roio e la costruzione di un edificio sacro in Ucraina. Padre Andrea ha avuto sempre tra i suoi obiettivi l’evangelizzazione dell’Est Europa e della Russia in particolare e «molto si adoperò», ha detto padre Carmine, «per il ritorno dei Cappuccini in Romania».
FIORI BIANCHI. Il feretro del sacerdote è stato circondato di fiori bianchi. E la musica sacra lo ha accompagnato fino all’ultima benedizione, avvenuta all’esterno della sala Santa Chiara adibita a chiesa. Donne in lacrime hanno intonato, tra gli altri, il Signore delle Cime e l’Ave Maria di Schubert. Poi il mesto corteo verso il cimitero.
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