Fiori e commozione per rendere omaggio ai martiri di Onna

12 Giugno 2021

Messa e deposizione delle corone di alloro per ricordare le 17 vittime della strage nazista dell’11 giugno 1944

L’AQUILA. Si è svolta ieri pomeriggio a Onna la cerimonia per commemorare le 17 vittime della strage nazista dell’11 giugno 1944. L’organizzazione è stata curata dalle tre associazioni locali (Pro loco, Onlus e Centro anziani) e dalla parrocchia. C’è stata prima la deposizione di fiori al sacrario nel cimitero di Paganica e a seguire la messa in suffragio, celebrata dal parroco don Cesare Cardozo nella chiesa di San Pietro Apostolo restaurata nel post sisma con i fondi donati dalla Germania. Al termine della cerimonia religiosa deposizione delle corone alla Villa comunale (dove c’è il monumento) e nei pressi della casa, in via dei Martiri, dove avvenne la strage (casa demolita lo scorso anno e ora in corso di ricostruzione). Presenti l’assessore Daniele Ferella per il Comune dell’Aquila, il prefetto vicario Franca Ferraro, l’onorevole Stefania Pezzopane, rappresentanti di carabinieri, polizia e Guardia di finanza e una delegazione dell’Anpi (associazione partigiani). L’ambasciata tedesca in Italia (a cui la comunità di Onna è molto legata a seguito del sisma del 2009) ha inviato una corona di fiori che è stata deposta a nome del governo tedesco dal Niklas Wagner che, in un breve saluto davanti al luogo dove è avvenuto l’eccidio, non è riuscito a trattenere le lacrime suscitando un moto di commozione in tutti i presenti. L’Anpi ha intanto confermato un’iniziativa in occasione del 77° anniversario della Liberazione dell’Aquila (13 giugno 1944). «Dopo 9 mesi di occupazione, il sacrificio dei Nove Martiri e i sanguinosi colpi di coda della ferocia nazista culminata negli eccidi di Filetto e di Onna che sacrificano 34 vittime innocenti all’odio dell’invasore sconfitto e in fuga», scrive l’Anpi, «il 13 giugno 1944 L’Aquila viene liberata. Dopo tanti episodi eroici di resistenza al nazifascismo, i partigiani del Comitato Italiano di Liberazione entrano in città. E molti di loro, nei mesi successivi continueranno con la Brigata Maiella, nel loro slancio patriottico, a liberare l’Italia per restituire al paese libertà e onore. Da quel giorno per la città inizia una nuova storia: finisce la guerra, finiscono la fame, la paura e l’oppressione. E si apre una stagione di rinascita civile e sociale che ha visto tanti uomini e donne protagonisti dell’Aquila democratica. L’Anpi vuole onorare questo anniversario. Perché la memoria di quei gesti non appartiene ai libri di storia, ma alla vita nostra di oggi e di domani. Proteggere lo spirito di pace, solidarietà, giustizia e libertà che animò la Resistenza e la Costituzione, significa impegnarsi ogni giorno per rendere migliore la nostra società. Per questo, domani mattina saremo a Paganica per ricordare la Liberazione dell’Aquila e Alvaro Iovannitti».
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