Firmata la cassa integrazione per le aziende

26 Gennaio 2017

Scosse, neve e niente elettricità: la misura esclude le imprese turistiche. Protesta Confindustria

L’AQUILA. Firmata la cassa integrazione per le aziende colpite dal sisma e dall’ondata di maltempo. Confindustria e Cgil, Cisl, Uil hanno sottoscritto l’intesa che consentirà a un migliaio di imprese della provincia dell’Aquila di usufruire degli ammortizzatori sociali per limitare i danni della sospensione momentanea dell’attività in seguito alle ultime scosse nell’Alta Valle dell’Aterno e all’emergenza neve. «Un provvedimento importante», lo definisce il direttore di Confindustria, Carlo Imperatore, «alla luce della difficile situazione che vivono le aziende locali e alla prolungata emergenza». I settori interessati sono metalmeccanico, farmaceutico e manifatturiero. «Una vera e propria boccata di ossigeno. Gli eventi sismici della scorsa settimana, delle avverse condizioni meteo e dell’interruzione ripetuta di energia elettrica», spiega Imperatore, «hanno reso impossibile il normale svolgimento delle attività, con il conseguente blocco della produzione nelle giornate del 18, 19 e 20 gennaio».

L’accordo è stato siglato dal segretario provinciale Cgil, Umberto Trasatti, dal segretario Cisl, Paolo Sangermano e dal segretario Uil, Michele Lombardo. Ma resta scoperta una larga fascia del tessuto produttivo locale, che non può, secondo la nuova normativa, beneficiare di tali strumenti. «Rivolgiamo un appello alla Regione», incalza il direttore degli Industriali, «affinché venga sottoscritto un accordo che dia il via libera a strumenti in deroga. La cassa integrazione ordinaria può essere utilizzata, infatti, solo nel comparto industriale, ma non nel turismo e nei servizi. Sono moltissime le aziende che operano sul Gran Sasso, rimaste bloccate per un lungo periodo a causa di neve e terremoto. Quasi tutte impegnate nei servizi turistici e che non possono richiedere la cassa integrazione per i dipendenti». Si tratta, paradossalmente, dalle aziende più colpite dalle recenti catastrofi naturali, in quanto operano in zone di alta montagna, lontane dai centri abitati più popolosi. Imperatore sottolinea come «il territorio aquilano stia vivendo una situazione di straordinaria emergenza, che non ha precedenti, e va gestita come tale. Pensiamo alla difficoltà in cui versano gli imprenditori dell’Alta Valle dell’Aterno. Il lavoro va posto al centro della programmazione futura, con sostegni concreti, interventi mirati e politiche di sviluppo importanti».

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