Firmato l’accordo 3G Salvi 91 posti di lavoro ma Tfr bloccato tre anni

De Simone (Fistel Cisl): abbiamo evitato i licenziamenti Era l’unica soluzione possibile, i dipendenti l’hanno capito
SULMONA. Si risvegliano dall'incubo licenziamento i lavoratori della 3G. Azienda e sindacati, hanno firmato al ministero l'accordo che scongiura i 91 licenziamenti annunciati al call center sulmonese. Il patto prevede il congelamento del Tfr per tre anni e la sua restituzione solo dopo aver raggiunto il pareggio di bilancio. Resterà, invece, invariato il pagamento dei contributi.
Da parte loro i sindacati si dicono soddisfatti di aver strappato all'azienda la condizione del pareggio di bilancio e non del raggiungimento di utili, ma dall'altra non nascondono i sacrifici chiesti ai lavoratori per scongiurare i tagli. «Abbiamo fatto decidere ai lavoratori», spiega Tonino De Simone, della Fistel Cisl, «del resto, non poteva essere altrimenti quando sul piatto della bilancia c'è il rischio del loro futuro occupazionale. È stato un accordo duro, sofferto e molto lungo, caratterizzato da rinvii e proroghe. Ora i lavoratori hanno deciso». La maggioranza degli operatori del call center sulmonese ha votato per l’accordo proposto dall’azienda. Nel referendum che si è svolto nei giorni scorsi in fabbrica, durante le assemblee, hanno votato 232 dipendenti su 260; il 62,9% ha votato per la firma dell’accordo, che interrompe la procedura di mobilità e stoppa i licenziamenti. In 146 hanno detto sì, contro gli 86 contrari, alle condizioni imposte dall’azienda per evitare i tagli. L’azienda di via del Lavoro aveva aperto la procedura di mobilità per 197 posizioni (di cui 91 a Sulmona e 106 a Campobasso), come ha confermato il direttore operativo Antonio Aracu, fratello di Sabatino. La procedura, dunque, è unica e da qui la proposta in sede ministeriale di una proroga per arrivare a un’unica posizione tra le due sedi, quella abruzzese e quella molisana. Per la vertenza 3G si erano mobilitati i rappresentanti istituzionali ai vari livelli, a partire dall'assessore regionale al Lavoro, Andrea Gerosolimo, ai sindaci di Sulmona, Annamaria Casini, e Pratola. Antonella Di Nino, fino alla senatrice Stefania Pezzopane. Una mobilitazione che aveva portato a congelare i licenziamenti nell'ultimo incontro al ministero del lavoro, il 20 giugno, concedendo una proroga di venti giorni. Tempo che ha permesso ai lavoratori di comprendere la situazione e di decidere per il loro futuro, optando per il posto di lavoro, in cambio di tre anni di stop sull’accumulo del trattamento di fine rapporto.
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