Fisioterapisti beffati, ultima chance

16 Febbraio 2018

Approda in Cassazione la vicenda dei cento corsisti di Tecnica 2000 non abilitati alla professione

AVEZZANO. Approda in Cassazione il caso di Avezzano che può cambiare le sorti di centinaia di fisioterapisti rimasti per anni senza abilitazione a causa di una normativa contestatissima. È stata infatti fissata un’udienza, in via eccezionale a Sezioni unite, per risolvere definitivamente la diatriba dei corsisti di Tecnica 2000.
La vicenda riguardava cento studenti della scuola privata per terapisti della riabilitazione, che nel 2003 venne riattivata dopo una lunga battaglia legale con il ministero dell’Istruzione, della Salute e la Regione Abruzzo a seguito della riforma universitaria che aveva abolito – non del tutto – il canale formativo regionale. In un primo momento, infatti, queste istituzioni non volevano riconoscere il corso svolto da Tecnica 2000 riattivato dal Consiglio di Stato e così successivamente la Regione Abruzzo aveva revocato l’autorizzazione alla scuola. Tuttavia l’istituto scolastico, con la vittoria in sede amministrativa, aveva riottenuto l’autorizzazione e quindi ha ricominciato a impartire i corsi dal 2009. È rimasta comunque aperta la questione sul valore del titolo professionale, e cioè se questo titolo fosse equivalente e quindi parificato alla laurea in fisioterapia come era in passato.
Per evitare problemi, i ministeri hanno “traghettato” gli studenti di Tecnica 2000 in circa dieci università italiane, riconoscendo i crediti formativi ed evitando il test di ingresso. Gli studenti sono potuti uscire dalle università che li hanno riconosciuti e accolti.
Da allora, cioè dal 2010-2012, la scuola marsicana opera con una autorizzazione regionale che però consente il rilascio di un attestato di “interesse sanitario” non parificabile né affiancabile alla figura del fisioterapista di genesi universitaria.
Visto però che la normativa su cui si basa l’intera vicenda è una normativa paradossalmente ancora vigente, gli avvocati Renata Angelini e Aldo Lucarelli hanno presentato un ricorso.
La Cassazione, visto la rilevante problematica, affronterà martedì 27 febbraio la vicenda.
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