Fiume di fango su Arischia I residenti: abbiamo paura

Con la pioggia l’acqua ha invaso via Ripetta, a valle della pineta bruciata dal rogo Ma la bufera ha anche divelto i pannelli isolanti della chiesa di Roio, allagandola
L’AQUILA. Un torrente impetuoso di acqua e fango che scorre sull’asfalto e tra le case. Questa è l’immagine che nella notte tra giovedì e venerdì scorsi ha spaventato e bloccato dentro le abitazioni chi vive in via Ripetta, ad Arischia, durante la pioggia incessante. Dopo una notte insonne, ieri mattina per fortuna non c’erano danni da contare, ma l’acqua aveva lasciato il posto a una distesa di detriti davanti ai portoni. «Non possiamo stare tranquilli dentro casa, ci spaventiamo ogni volta che piove», commenta Mariagrazia Bellò, che si è messa a capo delle decine di famiglie residenti nell’area e che ha documentato con video e foto quanto accaduto, diffondendoli anche sui social network per sensibilizzare l’amministrazione comunale aquilana guidata dal sindaco Pierluigi Biondi. Via Ripetta è una strada in discesa. A valle si interseca con via Pizzoli, arteria più importante e trafficata, che questa volta ha subìto a sua volta l’invasione del fiume d’acqua. A monte di via Ripetta, invece, c’è la pineta di Arischia. «Il problema del fiume d’acqua è annoso, ma da quando c’è stato l’incendio nella pineta il tutto si è aggravato, così come i nostri disagi e le nostre paure», spiega la residente, facendo riferimento al rogo che nell’estate 2020 ridusse in cenere centinaia di ettari di bosco in dieci incessanti giorni di fiamme e inferno che colpirono l’area tra Arischia e Passo delle Capannelle, prima di estendersi anche tra i boschi dietro Pettino e Cansatessa. In quella ferita lasciata dal fuoco sulla montagna, che è ancora oggi ben visibile, non ci sono più gli alberi a trattenere acqua e terreno durante la pioggia.
«Già prima del sisma segnalammo problemi e rischi al Comune. Due anni fa scrivemmo una lettera, con l’aiuto di un avvocato, che inviammo al municipio, alla prefettura e a tutti gli enti interessati. Nessuno ha fatto nulla, mentre il problema è in costante peggioramento», spiega la donna, continuando: «Ora diciamo basta. Chiediamo un intervento urgente, innanzitutto per la ripulitura delle griglie della raccolta dell’acqua piovana. Siamo pronti anche ad avviare una raccolta di firme».
Il maltempo qualche danno lo ha però provocato, oltre a disagi e black-out. È il caso della chiesa provvisoria di Roio, bersagliata dalla bufera improvvisa all’alba di giovedì. Tanto forte è stato il maltempo, infatti, che è venuta giù parte della copertura isolante del tetto della piccola struttura in legno – utilizzata in attesa della riapertura del santuario di Santa Maria della Croce – che è stata interessata anche dai conseguenti allagamenti durante il temporale, che l’hanno resa praticamente inutilizzabile. Il parroco di Roio, don Osman Prada, si è immediatamente attivato per il ripristino del luogo sacro, sul quale occorreranno lavori di sistemazione.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

