Fiume Imele in pericolo Segnalati strani scarichi

TAGLIACOZZO. Fiume Imele a rischio inquinamento. L’allarme è stato lanciato dalla Protezione civile e dall’associazione ambientalista Fare Verde Abruzzo, dopo aver constatato lo scarico nel fiume di...
TAGLIACOZZO. Fiume Imele a rischio inquinamento. L’allarme è stato lanciato dalla Protezione civile e dall’associazione ambientalista Fare Verde Abruzzo, dopo aver constatato lo scarico nel fiume di acque torbide e maleodoranti. Già nei giorni scorsi il Centro aveva segnalato lo strano fenomeno.
«Venerdì mattina», racconta Christian Rossi, presidente del nucleo operativo Protezione civile di Tagliacozzo, «alcuni passanti ci hanno segnalato la presenza di acque schiumose lungo l’Imele. Durante un sopralluogo, abbiamo notato che lo sversamento proveniva da una tubazione posta nel fume, a pelo d’acqua, di fronte al cancello d’ingresso del depuratore. A monte dello scarico, però, l’acqua risultava limpida. Immediatamente abbiamo segnalato il caso sia al carabinieri forestali, che lo stesso giorno si sono recati sul posto per constatare la situazione, sia al sindaco di Tagliacozzo, Vincenzo Giovagnorio». L’allarme lanciato dalle due associazioni, però, non ha sortito alcun effetto, come hanno potuto verificare domenica sera i volontari di Fare Verde Abruzzo, guidati da Massimo Di Maio. Dalla tubazione infatti continuava a uscire acqua torbida e sul posto si percepiva, come nei giorni precedenti, un odore nauseabondo. Ieri le due associazioni, preoccupate delle conseguenze che la situazione potrebbe avere, hanno segnalato il caso anche all’Arta Abruzzo, l’agenzia regionale preposta al controllo dell’inquinamento dei corsi d’acqua, chiedendo di «verificare se lo scarico di acque scure, che continua a verificarsi ininterrottamente, possa rappresentare un danno all’ecosistema fluviale e un potenziale rischio per la salute dei cittadini».
«Sulle sponde dell’Imele, a valle dello scarico segnalato», rileva Rossi, «ci sono orti e campi agricoli, con la possibilità che le acque del fiume vengano utilizzate per l’irrigazione di prodotti destinati all’alimentazione umana e animale».
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