Focaracci, in migliaia per la notte più attesa Il via dato dai podisti

27 Aprile 2023

Si rinnova il rito in onore della Vergine, patrona della città Di Pangrazio: «Mai tanta partecipazione come quest’anno»

AVEZZANO. Quello dei focaracci è un rito antichissimo e intriso di leggenda, che da oltre un secolo e mezzo illumina la notte di Avezzano in occasione dei festeggiamenti della Madonna di Pietraquaria, la santa patrona della città. I primi falò in onore della Vergine risalgono addirittura al 1870: una tradizione che ha superato indenne il terremoto del 1915 e i gravi bombardamenti subiti nel corso della Seconda guerra mondiale. Sulle origini tracimano le leggende: un pastorello muto che acquisì la parola dopo l’apparizione della Vergine alle pendici del Monte Salviano e una pioggia attesa dopo mesi di dura siccità e una curiosa disputa tra gli abitanti di Avezzano e Cese su chi meritasse la protezione della Pietraquaria. Racconti che alimentano la suggestione attorno alla serata del 26 aprile, che anticipa il giorno di festa. Una tradizione che ha scritto una nuova pagina di storia ieri, quando gli atleti delle associazioni podistiche cittadine hanno acceso il fuoco ai piedi del santuario: un rituale che per certi versi ricorda l’accensione del braciere olimpico. La staffetta ha proseguito il suo cammino riscendendo dal Salviano e toccando i luoghi più simbolici della notte dei focaracci in un percorso di 12 chilometri aperto a tutti: chiunque, in città, ha potuto unirsi alla fiaccolata podistica, tornata in auge grazie all’impegno degli organizzatori del Gs Avezzano. In prima fila, con divisa e bandana, anche il sindaco Gianni Di Pangrazio: «È la notte più intensa e carica di significato, per tutti gli avezzanesi», dice il primo cittadino. «I focaracci fanno parte del nostro Dna e hanno uno spirito unico e inconfondibile. Chiunque ha partecipato anche una sola volta a questa festa la ricorda nel tempo e, non a caso, la Madonna di Pietraquaria è stata inserita nel catalogo dei Beni culturali del ministero della Cultura come bene riconosciuto di interesse immateriale». E infatti, ora che la notte dei fuochi ha ricevuto il prestigioso riconoscimento dal ministero, è interesse di tutti conservare e tutelare un rito caro a tutti gli avezzanesi. «Noto quest’anno», sottolinea Di Pangrazio, «una voglia di partecipazione ancora maggiore, che parla di una città viva, attenta alle tradizioni, nella quale il desiderio di stare insieme si accende insieme alla spiritualità e accompagna i riti religiosi del 26 e del 27». Quest’anno i focaracci autorizzati dal Comune sono stati 23, di cui 7 privati e non aperti al pubblico. Attorno a ognuno di questi gli avezzanesi si sono riuniti per un momento di socialità intonando i celebri canti in onore della Pietraquaria. In migliaia le persone che hanno partecipato all’evento. Oggi invece sarà la giornata dedicata alle celebrazioni religiose: alle 8 la reliquia della Madonna di Pietraquaria verrà esposta nel santuario del Salviano. Subito dopo partirà la processione che passerà per la via Crucis diretta a via Napoli. Nello stesso tempo, alle 8.30, l’altra celebrazione, presieduta da don Claide Berardi nella cattedrale di San Bartolomeo, da dove prenderà il via la seconda processione con la statua della Madonna. I due cortei, una volta riuniti a via Napoli, si incammineranno assieme per le strade del centro città, fino a raggiungere la cattedrale per la messa celebrata dal vescovo Giovanni Massaro. I festeggiamenti si chiuderanno alle 21.30, con il concerto in cattedrale dell’Orchestra da Camera dell’Istituzione Musicale Abruzzese, sulle musiche di Ennio Morricone.
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