Folla in chiesa per l’addio a “Peppaccio”

4 Luglio 2019

A Paganica celebrati i funerali di Rotellini , storico componente del Coro della Portella. Aveva 70 anni

L’AQUILA. In una chiesa degli Angeli Custodi stracolma di gente, Paganica ha dato ieri pomeriggio l’ultimo saluto a Giuseppe Rotellini, componente storico del Coro della Portella.. Intorno alla bara, insieme ai familiari, gli amici con le divise del Coro della Portella e il cappello alpino.
«Non possiamo dire che lui ci ha lasciato, no!», è il messaggio dei suoi colleghi, «perché il coro sarebbe finito».
Peppaccio, così lo chiamavano gli amici, era sempre lì, a ricordare la puntualità ai colleghi meno attenti.
«Portatore di una serietà antica, da autentico uomo di montagna», ha raccontato il direttore del coro Vincenzo Vivio, «è stato per 37 anni il più assiduo e puntuale dei cantori, quello su cui si può sempre contare e che ti invidiano tutti i maestri di coro del mondo. Un vero punto di riferimento». E per accompagnare Giuseppe Rotellini nel suo ultimo viaggio tutta la frazione di Paganica si è ritrovata, come accade nei momenti importanti. Centinaia di persone hanno raggiunto la chiesa per assistere alla messa celebrata dal parroco don Dionisio Humberto Rodriguez Cuartas insieme a don Federico Palmerini.
«Cosa possiamo dire in un momento come questo?», ha chiesto don Dionisio, «possiamo solo stare vicini alla famiglia e ricordare una persona a cui volevamo tutti bene».
«Giuseppe era senza dubbio la figura più rappresentativa del nostro coro», è il ricordo dei colleghi, «orgoglioso del coro come del suo cappello alpino. Silenzioso e austero come i tipici uomini di montagna, di quelli autentici. Il nostro dolore è la testimonianza dell’affetto che abbiamo per te e quando ci si vuole bene non si muore».
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