Fondi alla cultura, i 5 Stelle contro il Comune

11 Aprile 2017

I grillini: no alla distrubuzione a pioggia, tempi troppo stretti per le domande e i conflitti di interesse

L’AQUILA. No alla distribuzione a pioggia dei fondi per la cultura. A lanciare l’allarme su una serie di incongruenze che emergerebbero dal bando del Comune dell’Aquila per l’assegnazione dei fondi per la cultura previsti dalla legge 125 del 2015 provenienti dal panel del 4% dei finanziamenti per la ricostruzione, sono stati ieri gli attivisti dei “Meetup riuniti del M5S”, Fausto Corti, Fabrizio Righetti, Antonio Perrotti e la portavoce al Senato, Enza Blundo. Il bando contestato, pubblicato sul sito del Comune, prevede tre linee d’intervento (filone A, B e C) da 1,6 milioni, 900mila e 500mila euro. Si tratta di un totale di tre milioni di euro per il solo 2016 destinati alla cultura, per i quali il bando stabilisce tempi strettissimi per presentare le domande, 20 giorni appena (dal 15 marzo al 3 aprile scorso) e «un’informazione e pubblicizzazione dell’iniziativa assolutamente carenti», e dunque non in grado di raggiungere un vasto numero di interessati. Gli attivisti dei Meetup riuniti hanno sottolineato anche come nel bando vengano finanziate iniziative relative all’anno precedente a quello dell’emanazione dell’avviso pubblico, a consuntivo, e che quindi «tali attività potrebbero non soddisfare pienamente la finalità individuata dal legislatore ossia di essere in grado di attivare l’economia o la rinascita sociale dell’area del cratere». Il bando prevede il finanziamento per gli anni a venire di 3 milioni di euro in interventi culturali, ma «a causa della decisione della giunta Cialente», hanno contestato gli attivisti dei M5S, «queste attività non verranno compiute, privando la nostra comunità di una grande occasione di sviluppo, sia sotto il profilo economico che morale». Perplessità sono state esposte anche sulla scelta dei progetti ammessi a finanziamento per la misura B, che prevedono un budget tra 80mila e 500mila euro e che ridurrebbero la platea dei possibili beneficiari. I grillini hanno anche criticato la decisione di assegnare l’assistenza tecnica per predisporre linee guida e supportare la verifica delle rendicontazioni dei progetti ammessi a finanziamento ad Antonio Massena che, avendo altri ruoli (tra cui quello di direttore artistico dei Cantieri dell’Immaginario e collaboratore del Tsa, dunque due “soggetti” potenzialmente beneficiari del programma Cipe da cui provengono le risorse in questione) si troverebbe in «conflitto d’interesse». (m.g.)

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