Fondi cultura, il Comune cambia le regole

2 Marzo 2019

L’assessore Di Stefano: «Contributi solo con bandi e avvisi pubblici, vogliamo dare al settore trasparenza e qualità» 

AVEZZANO. Cambio di passo in vista nel settore comunale della cultura, dove è alle porte la stagione dei bandi e degli avvisi pubblici, con l’obiettivo di superare i finanziamenti a pioggia e diversificare l’offerta nel solco dei «princìpi di trasparenza, equità, sostenibilità e innalzamento della qualità. Verificando i risultati».
L’anno 2019, quindi, nella filosofia di pensiero dell’assessore alla Cultura, Pierluigi Di Stefano, in sintonia con il sindaco Gabriele De Angelis e l’amministrazione, dovrà segnare la discontinuità con il vecchio modello. «Trasparenza, innovazione, identità, qualità, merito», afferma Di Stefano, «ecco la Cultura 2019 ad Avezzano. Stiamo predisponendo bandi e avvisi pubblici per la concessione di contributi a sostegno delle associazioni, fondazioni o altri soggetti del terzo settore. Con l’obiettivo di alzare la qualità artistica delle iniziative promuovendo un’offerta diversificata per valorizzare i luoghi della cultura del territorio e promuovere le eccellenze artistiche e naturalistiche al fine di sviluppare il turismo esperienziale». Cultura legata al territorio, quindi, per incentivare il turismo e riscoprire «l’identità di una città che più volte nel recente passato ha visto stravolta la sua storia, le sue radici, la sua memoria, la sua cultura. Per fare questo», aggiunge Di Stefano, «è necessario l’impegno di tutti: amministrazione, storici, antropologi, sociologi, e, in generale, tutti i cittadini dotati di buona volontà. Dunque, le evidenze pubbliche e i bandi messi in cantiere col dirigente Massimo De Sanctis e l’altra figura apicale, Manuela De Alfieri, passeranno alla fase operativa». Misurando i risultati delle manifestazioni che saranno ammesse a finanziamento. «L’obiettivo», conclude, «è anche quello di non limitarsi al mero finanziamento di eventi. Se un’iniziativa culturale non produce spettatori, curiosità e interesse in chi partecipa, allora forse i fondi pubblici non sono stati impiegati al meglio».
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