Fondi Fas dirottati sulle grandi imprese I “piccoli” infuriati

SULMONA. La giunta regionale toglie 3 milioni e 500mila euro dei fondi Fas alle piccole e medie imprese per destinarli agli stabilimenti industriali. Èpolemica tra gli imprenditori locali e la...
SULMONA. La giunta regionale toglie 3 milioni e 500mila euro dei fondi Fas alle piccole e medie imprese per destinarli agli stabilimenti industriali. Èpolemica tra gli imprenditori locali e la vicepresidente della Provincia Antonella Di Nino ha convocato, per martedì alle 17.30 nella sede cittadina della Provincia, un incontro con il partenariato dei Fondi Fas a cui parteciperà anche il vice presidente della giunta regionale Giovanni Lolli. In particolare, la giunta regionale, qualche giorno fa, ha deliberato una nuova ripartizione dei 7 milioni e 700 mila euro dei fondi Fas destinati ai privati per dirottarne 3 milioni e 500 mila euro sul settore dei contratti di sviluppo. Alle piccole e medie imprese restano circa un milione e 700 mila euro, che saranno dirottato su una trentina di progetti finanziabili. Prima di questa nuova delibera a disposizione delle Pmi c'erano 5 milioni e 200mila euro. A proporre la nuova rimodulazione, il vice presidente Lolli che ha individuato in questa scelta un'ancora di salvataggio per la Valle Peligna. Grandi investimenti, infatti, porterebbero sul territorio nuova occupazione e sarebbero gettate le basi per garantire ripresa e sviluppo nei prossimi anni. Dei contratti di sviluppo beneficeranno i grandi stabilimenti come la Magneti Marelli, altrimenti a rischio smantellamento, e la Medibev. La Marelli, infatti, se non ci sarà un'inversione di rotta, potrebbe trasferire la linea delle sospensioni in Polonia. Una situazione che si tradurrebbe nella chiusura, nel giro di pochi mesi, dello stabilimento cittadino. Con l'operazione ideata dalla Regione, invece, la Magneti Marelli sarebbe pronta a presentare un nuovo piano industriale per Sulmona e potrebbe assumere circa 150 lavoratori. Potenziamenti in vista anche per la Medibev, l'azienda che produce bibite, la quale potrebbe potenziare le linee di produzione già attive nello stabilimento peligno. Ma, nonostante la portata degli investimenti sul territorio, resta l'amarezza e la rabbia tra i titolari di piccole e medie imprese che, in questi anni, hanno fatto di tutto per non cadere sotto i colpi della crisi. Incredulità, per la decisione della Regione, dalla vice presidente della Provincia Antonella Di Nino. «È impensabile», afferma, «vanificare l'attività svolta, in questi anni, dai sindaci e mirata a individuare progetti per il territorio. Alla Regione contestiamo il mancato coinvolgimento del partenariato in una decisione così significativa che, di fatto, rimodula l'assegnazione dei fondi. La concertazione è anche a tutela del partenariato. Per il resto ben vengano gli investimenti imponenti sul territorio che si traducono in occupazione, ritengo, però, che certe scelte debbano essere condivise. Preme sottolineare», aggiunge, «che la giunta Chiodi le risorse per i Contratti di sviluppo le aveva individuate su altre linee d’intervento senza penalizzare le piccole e medie imprese che, altrimenti, non possono programmare e investire».(c.b.)
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