Fondi per il sociale, persi 150mila euro

Sfuma il finanziamento per le donne che assistono figli, disabili o anziani. Litigano gli assessori Bignotti e Petrella
L'AQUILA. Ben 150mila euro sfumati per un rimpallo di competenze. Succede al Comune dell'Aquila, che ha scelto di non partecipare al bando “Piani di conciliazione”, emanato dalla Regione a novembre scorso. La domanda non è stata inoltrata né dall'assessore alle Pari opportunità, Monica Petrella, né dall'assessore alle Politiche sociali, Francesco Bignotti. Per entrambi, la procedura non rientra nelle proprie competenze. Sta di fatto che l'amministrazione comunale ha perso l'occasione di aderire ad un progetto in favore delle donne che assistono figli under 12, disabili o anziani non autosufficienti. Bando che avrebbe garantito l'erogazione di voucher da 300 euro mensili, per un massimo di sei mesi, secondo le richieste pervenute. Ma nessuno dei due assessori, che si rimpallano le responsabilità, ha provveduto a predisporre e pubblicare l'avviso: un passo propedeutico all'individuazione del partner, con competenze nel settore sociale, con cui redigere la proposta progettuale da inoltrare alla Regione, secondo quanto previsto. Bignotti è stato chiaro: «Se non sono queste pari opportunità, non vedo cosa lo siano», le sue parole. Dalla Petrella, invece, nessun commento, nonostante i molteplici tentativi di ottenere una spiegazione in merito all'accaduto.
SOLDI ALLE DONNE. I termini del bando sono chiari e vanno nella direzione di un sostegno concreto alle donne, che lavorano o disoccupate, obbligate ad assistere figli di età inferiore ai 12 anni, compresi minori affidati non conviventi, disabili o anziani non autosufficienti. Pubblicato a novembe 2017, il bando “Piani di conciliazione”, che si avvale del finanziamento del Fondo sociale europeo, prevede l'erogazione di 150mila euro per ciascun ente sociale, che presenti un progetto valido. Il Comune di Pescara ha pubblicato l'avviso, che è scaduto l'8 febbraio, il 17 gennaio scorso. Anche le amministrazioni comunali di Avezzano, Francavilla e Vasto hanno seguito lo stesso percorso, per arrivare in tempo utile al termine ultimo fissato dalla Regione per presentare tutta la documentazione.
IL RIMPALLO. La scadenza è vicina: 19 febbraio 2018. Ma dell'avviso pubblico, per fornire un sostegno alle donne che lavorano e contemporaneamente devono assistere persone in casa, non vi è neppure l'ombra. Troppo tardi, ormai, per individuare il partner giusto, cooperative o associazioni impegnate nel sociale, ed elaborare un progetto da presentare alla Regione, che avrebbe consentito l'accesso di voucher da 300 euro mensili per l'acquisto di servizi per consentire alle donne che lavorano di gestire anche l'assistenza. E a quelle in cerca di un'occupazione, di avere più tempo per i colloqui. Nel rimpallo di competenze tra l'assessore Bignotti e la collega Petrella a farne le spese saranno le donne che devono barcamenarsi tra lavoro e problemi in famiglia.
NON MI RIGUARDA. «Qui si tratta di conciliazione dei tempi della vita delle donne, quindi pari opportunità», afferma Bignotti, «se non è questo il caso, non capisco quale sia. Non si tratta di una mia delega, ma di un settore che fa capo alla Petrella. È lei che avrebbe dovuto decidere. Lo dico senza polemica, ma basta andare sul sito del Comune e scorrere le deleghe attribuite, per capire di chi fosse la competenza, quindi la responsabilità di provvedere alla pubblicazione dell'avviso».
LAVORO AD ALTRO. «I bandi che passano all'attenzione del Comune sono tanti», evidenzia Bignotti, «non si può rispondere a tutti, è chiaro. Come assessorato alle Politiche sociali abbiamo aderito a partenariati, con l'Università, le scuole aquilane e alcune associazioni, per l'elaborazione di due progetti, in risposta ad altrettanti bandi, che potrebbero portare sul territorio 800mila euro. Il primo prevede l'individuazione di punti di ascolto per le famiglie in difficoltà e un percorso di studi per i ragazzi. Il secondo, la nascita di una ludoteca per la formazione sociale ed educativa dei bambini tramite il gioco».
NESSUNA RISPOSTA. La querelle, seppure sottotraccia, ha alimentato polemiche all'interno del Comune, che non è venuto a capo del bandolo della matassa. Silenzio assoluto da parte della Petrella, che si è smarcata del tutto non ritenendo il bando consono alla sua delega. A vuoto, tutti i tentativi di ottenere una spiegazione sulla perdita di chance per l'amministrazione comunale.
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