Fondi per la chiesa di San Giustino

29 Dicembre 2021

Paganica, l’edificio sacro annesso al cimitero sarà restaurato dopo i danni del sisma

L’AQUILA. Il Segretariato regionale del ministero per i Beni culturali (Mibact), con un decreto, ha avviato l’iter per “interventi urgenti di manutenzione straordinaria, messa in sicurezza e salvaguardia della pubblica incolumità” della storica chiesa di San Giustino di Paganica che è “inglobata” al cimitero della frazione. In particolare sarà presto affidato l’incarico professionale per “rilievi, verifica sismica, progettazione definitiva ed esecutiva”. Il responsabile unico del procedimento è l’architetto Augusto Ciciotti. L’intervento è stato finanziato per l’importo complessivo di 250.000 euro. Nel decreto si ricorda che sulla necessità di intervenire sulla chiesa ci sono state due segnalazioni da parte della parrocchia di Santa Maria Assunta di Paganica, una risalente al novembre 2018 e un’altra del febbraio 2021. Il Segretariato regionale aveva chiesto – e ottenuto – nel maggio 2021 la copertura finanziaria. Nel documento si sottolinea che “la chiesa di San Giustino è inserita all’interno del cimitero comunale della frazione con continua fruizione e accessibilità da parte dei cittadini. Nel post- sisma ci sono stati interventi di messa in sicurezza di tipo provvisionale come ad esempio incatenamenti e piastre in acciaio, quest’ultime evidenti sui paramenti murari esterni. C’è però ora la necessità di un’urgente definizione progettuale degli interventi definitivi di riparazione, di manutenzione straordinaria e di restauro della chiesa. L’incarico professionale dovrà essere svolto entro 60 giorni dal perfezionamento dello stesso”.
LA STORIA
“La chiesa di San Giustino al cimitero di Paganica”, si legge in un documento della Soprintendenza stilato in occasione di un precedente restauro effettuato tra il novembre 1946 e il giugno 1947, “è una costruzione del XII secolo che si è rivelata di notevole interesse nel quadro dell’architettura romanica abruzzese. La storia della chiesa è assai oscura. La troviamo ricordata per la prima volta in un documento dell’873 nel Chronicon Casauriense e successivamente in una scrittura del 1027 riportata dalla Cronaca Farfense. Nel 1178 la chiesa è elencata in una Bolla di Papa Alessandro III tra i beni della Diocesi di Forcona. Dopo un secolo di silenzio, dal 1288 i documenti si fanno relativamente più numerosi e forniscono qualche cenno su lavori e modifiche eseguiti nell’edificio. Nel 1331 si risana il muro senza altre specificazioni. Nel 1450 viene edificato un altare in facciata, che sarà poi rifatto nel 1607. Nel 1759 un tal Tommaso di Paganica restaura e dà nuovo assetto alla cripta. A queste notizie si possono aggiungere le due date, 1578 e 1770, incise sugli architravi di due finestre quadrate aperte probabilmente in quegli anni nelle pareti laterali della cripta stessa. Quasi a compensare la scarsità dei documenti di archivio interviene tuttavia l’eccezionale stato di conservazione dell’edificio. La chiesa ha pianta esattamente rettangolare di 20 metri di lunghezza, compresa l’abside, per 12 metri di larghezza con tre navi divise da archi a tutto sesto su pilastri quadrati alternati a colonne di ricupero, lisce o scanalate”.
CHIESA DELLE CLARISSE
Sempre a Paganica il Segretariato regionale ha affidato i lavori di restauro del coro ligneo della chiesa di Santa Maria del Carmine (Monastero delle Clarisse) per un importo di circa 40.000 euro.