Fondi Restart, cambia la gestione

24 Maggio 2019

Il coordinamento e la programmazione passerà alla Regione

L’AQUILA . Cambia il modello di gestione per l’utilizzo dei fondi Restart. Il coordinamento e la programmazione degli stessi passerà nelle mani della Regione, che diventerà “cabina di regia”, per calare gli interventi sul territorio. La decisione è stata assunta durante la riunione del Comitato di indirizzo per il programma Restart, che prevede l’utilizzo del 4% dei fondi per la ricostruzione a favore dello sviluppo del cratere sismico 2009.
All’incontro, che si è svolto a Roma, alla presenza del sottosegretario alla ricostruzione Vito Crimi, hanno partecipato il presidente della Regione Marco Marsilio, e l’assessore con delega al programma Restart, Guido Quintino Liris, che hanno chiesto e ottenuto un cambio del modello di gestione. «Abbiamo sottolineato», spiega Liris, «l’esigenza di un coordinamento politico delle tante e variegate richieste di finanziamento che pervengono al tavolo in maniera isolata ed estemporanea. Proprio la Regione può e deve recitare un ruolo di sintesi, di stimolo, di assistenza nei confronti delle proposte delle istituzioni, degli enti e delle associazioni che operano nel cratere. I comuni, l’Università, il Gran Sasso Science Institute, l’Istituto nazionale di fisica nucleare, i soggetti privati che rispondono ai bandi, da oggi, sanno che la Regione sarà a completa disposizione per ascoltare le proposte che arrivano, interloquire e assistere i proponenti». Il cambio di rotta consentirà, secondo la Regione «di presentare una programmazione organica e completa alla Struttura tecnica di missione guidata da Raniero Fabrizi. Una struttura governativa che, coerentemente con le proprie prerogative, avrà il compito di valutare tecnicamente le richieste». Il passaggio intermedio, con il ruolo centrale e di coordinamento che assumerà la Regione, «servirà a valutare e coordinare tutti gli interventi e le iniziative che vengono poste all’attenzione del governo, anche in un’ottica di rilancio del territorio colpito dal terremoto sotto il profilo turistico, culturale, sociale e dell’innovazione». La proposta della Regione è stata accolta con favore dal sottosegretario Crimi, che ha sottolineato «l’esigenza di una cabina di regia più vicina alle realtà territoriali, che abbia la capacità di essere riferimento centrale e sovraordinato delle istituzioni del territorio del cratere». Il nuovo modello di gestione consentirà una programmazione completa, comparata ed equilibrata sugli assi sui quali si articola la distribuzione dei fondi: interventi aree produttive, servizi turistici e culturali, ricerca e innovazione tecnologica, sostegno alle attività imprenditoriali, accesso al credito delle imprese, interventi e servizi di connettività. (m.p.)
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