Fondi sisma non dovuti, 15 indagati

La Finanza ha sequestrato un milione di contributi per la ricostruzione erogati illecitamente. Alcuni sospettati li hanno restituiti
L’AQUILA. L’azione di contrasto della Finanza alle indebite percezioni di contributi prosegue con 15 provvedimenti di sequestro, per oltre un milione, emessi dal gip del tribunale nei confronti di altrettanti beneficiari di contributi per la ricostruzione/riparazione degli immobili danneggiati dal sisma. La Procura ha imposto il silenzio sull’identità degli accusati. L’azione ispettiva è stata possibile anche grazie a una sinergia investigativa maturata dalla collaborazione tra la Polizia municipale e le Fiamme Gialle del Nucleo di polizia economica della Finanza che ha permesso di ottimizzare sia il patrimonio conoscitivo degli investigatori che le modalità di ricerca degli elementi indiziari. Le indagini, avviate sulla base dei processi di analisi effettuati nei confronti dei soggetti che risultavano – all’epoca del sisma – residenti in un indirizzo diverso rispetto a quello oggetto della richiesta, sono state sviluppate mediante la ricostruzione dei procedimenti che hanno portato alla concessione del contributo e la verifica del possesso dei requisiti da parte dei beneficiari. Proprio con riferimento a tale ultimo aspetto, gli investigatori, al termine delle verifiche di polizia giudiziaria, hanno accertato che gli indagati avevano richiesto e ottenuto i contributi presentando false autocertificazioni. In molti casi si è visto che i richiedenti avevano attestato di dimorare stabilmente in un immobile di proprietà (quale abitazione principale e dimora abituale), dichiarato inagibile (esito E) a seguito del sisma del 2009.
In realtà, gli accertamenti hanno evidenziato che, all’epoca del sisma, gli immobili (tutti in città) erano stati locati a terze persone e che, comunque, non erano adibiti ad abitazione principale.
Queste condotte, integrando gli estremi del reato di cui all’articolo 316 ter (indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato), hanno fatto scattare anche le indagini di natura patrimoniale, condotte dalla Finanza, che hanno consentito di ricostruire e quantificare i beni e le disponibilità finanziarie riconducibili agli indagati e ha portato ai sequestri nei confronti dei presunti 15 responsabili. Alcuni di questi hanno già restituito le somme “alleggerendo” la loro posizione. La magistratura ha elogiato gli investigatori per la qualità delle indagini.
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