Forgione: il prossimo obiettivo è riportare alla luce il Palazzo residenziale del vescovo

20 Febbraio 2020

Portare alla luce l’episcopio: il Palazzo residenziale del vescovo di Amiternum in epoca altomedievale. Le prossime ricerche archeologiche nell’area dell’antica città acquistata dall’Università...

Portare alla luce l’episcopio: il Palazzo residenziale del vescovo di Amiternum in epoca altomedievale. Le prossime ricerche archeologiche nell’area dell’antica città acquistata dall’Università avranno questa parola d’ordine. Proprio l’episcopio è il tassello mancante del complesso puzzle rinvenuto negli ultimi anni dal sottosuolo. Amiternum, infatti, è un sito pluristratificato, con oltre 1500 anni di storia e 7 edifici individuati che, a più riprese, hanno interessato l’area. L’insediamento più antico rinvenuto è costituito da una domus di età repubblicana, che si evolve e si trasforma in età imperiale. Durante le fasi della cristianizzazione del territorio il sito è oggetto d’interesse da parte del vescovo, che decide di impiantarvi il primo insediamento religioso, diventando il nuovo polo politico ed economico del territorio. Durante il periodo tardo antico le strutture annesse alla cattedrale si trasformano, così come durante le frequentazioni longobarde, carolinge, ottoniane, normanne e infine sveve. In particolare, negli anni passati è stata rinvenuta la cattedrale di epoca longobarda. Proprio a questa era annesso un episcopio, di cui attualmente però non sono state ancora trovate tracce. «Il nostro impegno è quello di consolidare le strutture murarie ascrivibili ai sette edifici rinvenuti, che ogni anno vengono ricoperte per essere protette dagli agenti atmosferici e dai danni accidentali», ha spiegato Alfonso Forgione, docente di Archeologia cristiana e medievale, che dal 2012 studia l’area, insieme al professor Fabio Redi. «L’idea è di transennare l’intera zona con una struttura fissa in alcuni punti e strutture mobili in altri, per permettere l’implemento delle indagini archeologiche su tutta l’area acquistata. Il nostro obiettivo, per il momento, è ricostruire l’intera cittadella vescovile, il cui fulcro era anche l’episcopio». (m.c.)