«Forni crematori, danno al turismo»

30 Luglio 2020

L’opposizione boccia l’iniziativa del Comune di Tagliacozzo: le emissioni prodotte non sono definite

TAGLIACOZZO. «Stop al progetto dei forni crematori». Un coro di no all’iniziativa del Comune che prevede un project financing per la realizzazione di un tempio crematorio nei pressi del cimitero sono i consiglieri di opposizione Maurizio Di Marco Testa, Angelo Poggiogalle, Vincenzo Montelisciani e Romana Rubeo. Dopo un incontro in Comune, i primi due esponenti della minoranza parlano di un danno alla città e prendono una posizione netta sulla questione. «Su questo progetto», affermano, «esprimiamo da subito la nostra totale contrarietà in considerazione del forte impatto negativo che si ritorcerebbe su un comune come Tagliacozzo a vocazione prevalentemente turistica». Per Montelisciani e Rubeo «alla luce di quanto ascoltato, abbiamo espresso le nostre considerazioni in modo preciso e circostanziato e alla fine ne abbiamo concluso che la proposta di project financing è del tutto irricevibile. Non si capisce perché», dichiarano, «dovremmo consentire l’installazione di un’opera che non porta sostanziali giovamenti sul piano occupazionale, e neppure prevede che il Comune incassi un canone annuale adeguato al volume di affari generato. D’altro canto, le emissioni prodotte, seppure dichiaratamente entro la soglia di legge, non vengono definite con esattezza».
«Gli aspetti tecnici ci interessano relativamente», affermano invece Di Marco Testa e Poggiogalle, «ma quello che ci importa di più è il flusso di operazioni che faranno. Si parla di migliaia all’anno. Sarebbe l’unico del territorio e servirebbe un bacino molto vasto con buona parte degli utenti del Centro Italia che arriverebbero nella Marsica per usufruire della struttura di Tagliacozzo, una città d’arte. Questo non possiamo permetterlo. Speriamo che questa iniziativa venga abbandonata dalla maggioranza guidata dal sindaco», continuano i due consiglieri, «anche un eventuale ritorno economico sarebbe insignificante rispetto al danno d’immagine. Non è accettabile che i turisti debbano arrivare a Tagliacozzo e trovarsi davanti numerosi carri funebri ai caselli autostradali. Non vogliamo entrare nei tecnicismi», concludono i consiglieri, «perché il problema è più serio. Pensare all’impatto ambientale di questa struttura piuttosto che a quello sull’immagine del nostro Comune è come quando il saggio indica la luna e lo stolto guarda il dito».
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