Forno crematorio, si mobilita il Comitato

9 Gennaio 2017

San Demetrio, sabato prossimo assemblea del fronte del no sui rischi dell’incolumità pubblica

SAN DEMETRIO NE’ VESTINI. Sulla realizzazione del forno crematorio devono decidere i cittadini. E' ciò che chiede il Comitato "San Demetrio per l'ambiente", che ha organizzato, per il 14 gennaio, alle 17, alla sala Aurora, un incontro pubblico con la cittadinanza per sensibilizzare la popolazione al tema e valutare eventuali rischi per la salute pubblica. Parteciperanno il presidente del Comitato, Paolo Minazzi, e il dottor Roberto Ranalli, responsabile dell'Associazione medici per l'ambiente della provincia dell'Aquila (Isde). L'occasione per illustrare, alla popolazione, le motivazioni alla base del "no" alla costruzione del forno crematorio, previsto nel progetto di ampliamento dell'attuale cimitero monumentale. Intervento già approvato dalla giunta guidata dal sindaco, Silvano Cappelli. «Ci lascia perplessi», scrive il Comitato in una nota, «l'affermazione secondo la quale l'amministrazione starebbe rispettando la normativa nazionale. Il nostro Paese, infatti, non è dotato di alcuna norma specifica sui forni crematori, così come la Regione. Lo scorso 25 novembre alcuni deputati hanno presentato, al ministero dell'Ambiente, un'interrogazione sui forni crematori, lamentando proprio l'assenza di una legislazione specifica. Inoltre, l'Agenzia regionale per la tutela dell'ambiente (Arta), non è dotata di specifici strumenti per i controlli di tali impianti. Pertanto, le emissioni del forno crematorio sarebbero soggette al solo autocontrollo della società di gestione dello stesso. Circostanza che, in passato, ha comportato non pochi problemi in Italia: basti pensare al superameno delle emissioni del forni di Arezzo, Pistoia e Cervignano del Friuli».

Il Comitato muove obiezioni anche sulle esigenze economiche: «Si parla della crescente richiesta di loculi e delle necessità di un ampliamento cimiteriale, oltre a un presunto beneficio tra il 4 e l'8 per cento del fatturato della società che gestirebbe il forno». Di qui, la proposta: coinvolgere le ditte locali nella costruzione della nuova ala del cimitero.

«Suggeriamo», incalzano i rappresentanti del Comitato, «in sostituzione del project financing, una proposta di concessione di servizi cimiteriali, che includa il forno crematorio. Qualora la gara fosse vinta da imprese locali, ne gioverebbe anche l'economia dei territori limitrofi». Il timore è che la realizzazione di un tempio crematorio possa produrre un deprezzamento delle case e il crollo del turismo. «Nell'ottica di una maggiore trasparenza auspichiamo», concludono i rappresentanti di "San Demetrio per l'ambiente, «che la decisione sul forno crematorio sia rimessa alla volontà della popolazione, interessando anche i paesi limitrofi che, come nel caso di Villa Sant'Angelo, hanno già espresso il loro dissenso in maniera decisamente chiara». (m.p.)

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