Forza Italia si sfalda: si dimette il capogruppo e la De Blasis lascia

Nel duro confronto della maggioranza a Palazzo Fibbioni ieri pomeriggio Junior Silveri prima vittima La presidente della terza Commissione apre il “misto” dove potrebbero confluire altri dissidenti
L’AQUILA. È un dato di fatto. C’è poco da interpretare in un modo o in un altro: il centrodestra, che amministra il comune dell’Aquila da dieci mesi, è nel caos totale.
MAL DI PANCIA E AMBIZIONI. Tra mal di pancia, ambizioni regionali e parlamentari, si sta consumando una guerra fratricida che in poche ore – dallo strappo in consiglio comunale del deputato-assessore Luigi D’Eramo, della Lega, sul voto per lo Sprar – ha portato allo sfaldamento di Forza Italia.
DE BLASIS SALUTA. Ieri è uscita dal gruppo consiliare di FI Elisabetta De Blasis, che è anche presidente della terza Commissione consiliare, la quale si occupa di Politiche sociali, culturali e formative, aprendo la stagione del gruppo misto (finora in consiglio comunale non esisteva, perché ogni consigliere aveva il suo alveo).
JUNIOR SILVERI SI DIMETTE. Ma nella furibonda riunione-confronto che si è svolta nel pomeriggio tra tutti i gruppi della maggioranza di centrodestra in Comune, con in testa il sindaco, Pierluigi Biondi, e gli assessori, si è dimesso anche il capogruppo, Roberto Junior Silveri. Si è dimesso dopo un forte attacco da parte di alcuni componenti di altri gruppo di maggioranza, che ne hanno chiesto le dimissioni. E lui li ha accontentati. E non è escluso che il giovane – e ora anche forse un po’ deluso – Silveri possa confluire nel neonato gruppo misto.
ALTRI ADDII? Dove potrebbe raggiungerlo anche qualche altro componente di Forza Italia – come, ad esempio, Maria Luisa Ianni –, sfaldando così, a distanza di soli dieci mesi, il fronte che ha vinto quasi inaspettatamente le elezioni lo scorso luglio, ribaltando un 48% conquistato dal centrosinistra al primo turno di giugno 2017. E la storia insegna che se in una nave si apre una falla, pian piano comincia ad affondare. Di questo ne è consapevole il sindaco Biondi, che al termine della riunione ha annunciato – come d’altronde aveva fatto già ieri sul Centro – maggiori regole da rispettare da parte di tutta la maggioranza. Anche perché si è accorto che quando manca lui in consiglio comunale, non c’è nessuno che lo guidi con la barra dritta. Invece, quando si assenta scoppia sempre un problema.
LE COLPE DI FORZA ITALIA. Il riferimento, naturalmente, è a Forza Italia, che ha votato l’ordine del giorno presentato dall’opposizione nell’ultimo consiglio comunale, sull’allargamento dello Sprar (il sostegno a rifugiati e richiedenti asilo politico, quindi non ai semplici migranti) anche ai minori non accompagnati. In prevalenza bambini.
Luigi D’Eramo in consiglio ha accusato Forza Italia (la Lega e Fratelli d’Italia, il partito del sindaco, hanno votato contro) di «tradimento» e di «irresponsabilità». Al punto che lunedì Forza Italia, con a capo il vice sindaco, Guido Liris, si è affrettato a precisare in conferenza stampa che non sono stati degli «irresponsabili», ma al contrario, di avere messo in «sicurezza, in salvaguardia» il comune dall’arrivo indiscriminato di migranti.
RESA DEI CONTI. Ma nella spietata resa dei conti di ieri del centrodestra, i nodi sono venuti al pettine. D’Eramo – presente al confronto insieme all’altro assessore della Lega, Emanuele Imprudente, e al consigliere Francesco De Santis – ha ribadito che la maggioranza avrebbe dovuto fare suo l’ordine del giorno, dopo un passaggio nella terza Commissione. Il gruppo della Lega avrebbe lasciato l’aula al momento del voto, ma senza creare problemi. Invece Forza Italia è andata dritta per la sua strada, ignorando Lega e FdI. Il sospetto che ha serpeggiato anche ieri è che non può essere un’azione casuale e superficiale. Ci sono troppi appetiti, con le regionali in vista e il possibile ritorno al voto per il Parlamento.
BIONDI 1, IL CANDIDATO. Inoltre all’orizzonte breve, il 23 maggio, c’è il Tar sull’anatra zoppa e il sindaco, che potrebbe ritrovarsi senza maggioranza, potrebbe optare per una candidatura alle regionali o alla Camera. Così come Liris e Imprudente.
BIONDI 2, IL DURO. In questo contesto si innesta un altro problema, che ha un nome e cognome: l’assessore alla Cultura, Sabrina Di Cosimo. Fortemente attaccata da tutti i fronti nell’incontro di ieri, hanno ricordato alcuni concetti: concerto di Branduardi organizzato per fine maggio, senza un preventivo; Commissione cultura mai nominata; Comitato Perdonanza mai nominato; la Perdonanza in alto mare; casse del settore Cultura già svuotate. Solo per citare alcuni problemi venuti fuori nel confronto. Il sindaco ha detto che prenderà provvedimenti, ma prima di sostituire la Di Cosimo, dovrà aspettare l’anatra zoppa e le decisioni di D’Eramo sul suo assessorato.
SI RIVOTA? Ora potrebbe aprirsi uno scenario fino a qualche settimana fa impensabile: il possibile ritorno al voto in Comune.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

