Fossa, la necropoli cerca mecenati per il restauro

FOSSA. Da ieri mattina anche la necropoli vestina di Fossa è nella “vetrina on line” del ministero dei Beni culturali, Art Bonus, in cerca di un mecenate che ne finanzi il restauro e la...
FOSSA. Da ieri mattina anche la necropoli vestina di Fossa è nella “vetrina on line” del ministero dei Beni culturali, Art Bonus, in cerca di un mecenate che ne finanzi il restauro e la valorizzazione, a partire da un primo intervento di 750mila euro circa, per arrivare alla realizzazione di un museo dell’antica Aveja. L’Art Bonus, previsto dal decreto legge del 31 maggio 2014, convertito in legge il 29 luglio dello stesso anno, consiste in un credito di imposta per favorire le erogazioni liberali a sostegno della cultura. Ciò significa che i cittadini e le imprese che scelgono di eseguire donazioni dirette per l’attività culturale potranno beneficiare di uno sconto fiscale da detrarre nella misura del 65%, in tre anni, dall’Irpef. A oltre due anni dall’entrata in vigore della legge Art Bonus sono stati raccolti oltre 150 milioni di euro grazie a più di 4.000 donazioni effettuate da imprese, enti e da tantissimi comuni cittadini, per un totale di circa 1.100 progetti sull’intero territorio nazionale. La speranza è che tra i progetti finanziati, per il prossimo anno, possa esserci anche la necropoli di Fossa. Si tratta, infatti, dell’unico sito in Abruzzo presentato nel portale su proposta della Soprintendenza unica dell’Aquila e del cratere.
«La Soprintendenza ha attivato da oltre un anno diverse iniziative volte alla promozione e alla fruizione della necropoli», afferma la soprintendente Alessandra Vittorini. Il progetto comprende una prima fase di interventi di restauro ambientale e valorizzazione (per un importo di 750mila euro) attraverso il ripristino del rapporto tra le evidenze monumentali della necropoli, l’ambiente e il paesaggio, con l’obiettivo di aiutare il visitatore a percepire l’aspetto originario del luogo. Seguirà una seconda fase di interventi, da attivare d’intesa con il Comune, per la riqualificazione dello stabile incompiuto, contiguo all’area archeologica, con l’obiettivo di dotare il sito di servizi e spazi idonei per la gestione, l’accoglienza e la promozione.
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