Foto (non attuali) di scorci della città saranno pubblicate sul portale del turismo

Racconti per immagini. Fotografie che narrano luoghi e momenti di vita: L’Aquila e i suoi scorci suggestivi. È l’originale iniziativa ideata dall’assessore comunale al Turismo, Fabrizia Aquilio...
Racconti per immagini. Fotografie che narrano luoghi e momenti di vita: L’Aquila e i suoi scorci suggestivi. È l’originale iniziativa ideata dall’assessore comunale al Turismo, Fabrizia Aquilio (nella foto). “La mia L’Aquila”, questo il titolo del nuovo progetto, raccoglierà immagini di ricordi della città da pubblicare sul sito turistico quilaquila.it. Vie, piazze, scorci, chiese, in un susseguirsi di ritratti fotografici proposti dagli stessi aquilani, in una fase di isolamento sociale che può trasformarsi in opportunità di raccontare un po’ di noi e delle nostre esistenze. «In questi giorni», dichiara l’assessore Fabrizia Aquilio, «il vuoto è tornato a riempire le piazze e i vicoli della nostra città in rinascita. È importante restare a casa per cercare di arginare la violenza di questo nemico invisibile, che già troppo dolore ha arrecato al nostro Paese e al mondo intero. Per questo, abbiamo pensato che possa essere di supporto, all’assenza di contatti sociali, la condivisione dei ricordi dei luoghi della città dell’Aquila: immagini catturate dalla foto di chi, quei luoghi, li ha vissuti e li porta nel cuore».
Le fotografie di monumenti, palazzi, angoli suggestivi della città possono essere inviate all’indirizzo di posta elettronica turismo@quilaquila.it.
«Chiaramente, le foto non vanno scattate in questo momento: le misure restrittive in vigore vanno assolutamente rispettate», fa presente l’assessore Aquilio.
«Piuttosto, in questo caso si parla di immagini di ricordi e momenti vissuti, che possono rappresentare qualcosa di importante per chi le ha scattate, per l'occasione o i soggetti del ritratto».
Le foto inviate vanno corredate da un titolo, dal periodo di riferimento e da una liberatoria firmata, che è scaricabile direttamente dal sito quilaquila.
Tutte le immagini selezionate saranno pubblicate sulle pagine Facebook e Instagram dell’assessorato al turismo del Comune e sulla pagina dedicata a “La mia L’Aquila”, per confluire nel sito www.quilaquila.it.
Per l’assessore Aquilio «L’Aquila, con il lockdown, è tornata a dieci anni fa. Lo stesso vuoto, la stessa sensazione di fermo e silenzio totale», dice Aquilio, «ma stavolta con una speranza diversa: ripartire subito, appena la fase emergenziale sarà conclusa. Lo scorso anno, con le tante iniziative messe in campo e la risposta dei turisti, abbiamo avuto la percezione che la città ce la stessa facendo a rinascere. Questo blocco è un rivivere il passato, guardando, però, alle iniziative da attuare in futuro per rinascere, ancora una volta». (m.p.)
Le fotografie di monumenti, palazzi, angoli suggestivi della città possono essere inviate all’indirizzo di posta elettronica turismo@quilaquila.it.
«Chiaramente, le foto non vanno scattate in questo momento: le misure restrittive in vigore vanno assolutamente rispettate», fa presente l’assessore Aquilio.
«Piuttosto, in questo caso si parla di immagini di ricordi e momenti vissuti, che possono rappresentare qualcosa di importante per chi le ha scattate, per l'occasione o i soggetti del ritratto».
Le foto inviate vanno corredate da un titolo, dal periodo di riferimento e da una liberatoria firmata, che è scaricabile direttamente dal sito quilaquila.
Tutte le immagini selezionate saranno pubblicate sulle pagine Facebook e Instagram dell’assessorato al turismo del Comune e sulla pagina dedicata a “La mia L’Aquila”, per confluire nel sito www.quilaquila.it.
Per l’assessore Aquilio «L’Aquila, con il lockdown, è tornata a dieci anni fa. Lo stesso vuoto, la stessa sensazione di fermo e silenzio totale», dice Aquilio, «ma stavolta con una speranza diversa: ripartire subito, appena la fase emergenziale sarà conclusa. Lo scorso anno, con le tante iniziative messe in campo e la risposta dei turisti, abbiamo avuto la percezione che la città ce la stessa facendo a rinascere. Questo blocco è un rivivere il passato, guardando, però, alle iniziative da attuare in futuro per rinascere, ancora una volta». (m.p.)

