Foto sexy sui social per vendetta Una minorenne chiede giustizia

Diffuse dall’ex fidanzato diventato da poco maggiorenne e finite sui telefonini di moltissime persone La scoperta fatta dai genitori della ragazzina entrati in possesso delle immagini. Udienza a gennaio
SULMONA. La loro era stata una bella storia d’amore, quella di due ragazzi che si vogliono bene in un mondo caratterizzato da internet e dai social. Una storia intensa andata avanti in maniera tranquilla fino a quando lei decide di chiudere la relazione. Una storia come tante finita però in tribunale dopo che lui decide di vendicarsi postando su Instagram, social diffusissimo soprattutto tra i giovani, foto e video senza veli della sua ex. Una storia figlia di questi tempi, che nei palazzi di giustizia ora chiamano revenge porn, e che vede protagonisti due giovani residenti in due piccoli paesi della Valle Peligna con lui da poco diventato maggiorenne e lei ancora minorenne. Il video che ritrae senza veli la minore, sarebbe finito prima sui telefonini degli amici di scuola e in poco tempo avrebbe fatto il giro della città, finendo anche sui cellulari dei residenti dei due piccoli centri dove vivono i ragazzi. Si tratta di uno dei primi casi di revenge porn trattato dal tribunale di Sulmona, quello che si è aperto ieri nell’aula 1 del palazzo di giustizia peligno. Il reato è stato introdotto di recente proprio dopo l’avvento dei social e prevede precise contestazioni: è reato la diffusione di immagini o video a contenuto sessualmente esplicito, senza il consenso delle persone rappresentate da parte di chi queste immagini le ha realizzate e da parte di chi le riceve e contribuisce alla loro ulteriore diffusione al fine di creare nocumento alle persone rappresentate. Insomma pur se chi posta il filmato sui social ne è l’autore, prima di farlo deve chiedere l’autorizzazione al soggetto ripreso o fotografato, soprattutto se le istantanee ne ledono l’immagine come avvenuto nel caso in questione aggravato dal fatto che la vittima di revenge porn sia minorenne. L’udienza si è tenuta rigorosamente a porte chiuse proprio per la delicatezza dei temi trattati e per la minore età della ragazza. Nel corso dell’udienza il giudice ha così potuto visionare il filmato postato dal giovane imputato su Instagram e poi finito sui telefonini di moltissime persone. Inoltre il giudice ha ascoltato sia la ragazza che i suoi genitori che nel procedimento giudiziario si sono costituiti parte civile esercitando, al momento, la patria potestà sulla minore. Anche perché sono stati proprio i genitori, dopo aver parlato con la figlia, e essere venuti in possesso del corpo del reato, a denunciare l’ex fidanzato che ora sarà chiamato a dare le sue spiegazioni su quanto accaduto. L’udienza è stata quindi aggiornata al prossimo 26 gennaio quando il giudice, dopo aver ascoltato le parti, emetterà la prima sentenza del tribunale di Sulmona sul caso di revenge porn.
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