Fotocopie galeotte: negoziante condannato

Libro riprodotto senza l’autorizzazione dell’editore, la Cassazione conferma la sentenza di appello
L’AQUILA. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un cittadino titolare di una copisteria per aver consentito a una terza persona di “fotocopiare” un libro senza autorizzazione dell’editore. I giudici hanno confermato la decisione della Corte d’Appello che aveva condannato l’imputato a due mesi di reclusione e a una multa. La Cassazione ha condiviso le argomentazioni del Procuratore generale (Pg) che ha chiesto che il ricorso dell’imputato fosse respinto.
Il reato contestato è quello di “abusiva riproduzione mediante fotocopie di un'opera letteraria”.
Per il Procuratore generale, “l’opera letteraria era stata interamente riprodotta nel computer aziendale ed era evidentemente destinata alla riproduzione, a fini commerciali, al pubblico che ne avesse fatto richiesta; l’imputato era il titolare dell’attività di copisteria, così detenendo per la commercializzazione la copia dell’intero testo, così ritenendosi non bastevole per escludere la condotta il mancato rinvenimento di copia cartacea. Difatti la condotta era ravvisabile nella scannerizzazione del testo, aduso per la riproduzione e vendita su richiesta, così ledendo il diritto di autore. La sentenza dei giudici di merito ha ritenuto correttamente che l’abusiva riproduzione in un esercizio aperto al pubblico, come la copisteria destinata alla diffusione e alla vendita di copie di manoscritti o quanto altro, a favore di clienti, realizzasse gli elementi costitutivi della fattispecie criminosa attribuita”.
CENTRO ESTETICO
Il Tribunale amministrativo regionale per l’Abruzzo ha sospeso una determinazione del Comune dell’Aquila con la quale, a fine giugno, era stato chiuso uno studio di medicina estetica. Per il Tar “in base a una prima analisi il ricorso appare suscettibile di accoglimento in quanto lo studio ha ad oggetto prestazioni non chirurgiche di medicina estetica e non pare riconducibile alla tipologia di studi, prestazioni o strutture soggetti ad autorizzazione regionale”. L’udienza nel merito è stata fissata al 22 marzo 2023.
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