Framiva, proprietà contesa 60 dipendenti senza futuro

1 Novembre 2021

Ciuca (Uilm): «Non si riesce a stabilire chi sia il proprietario dello stabilimento» Ristagna la vertenza dei lavoratori che fa sfumare l’ipotesi di ricollocamento

L’AQUILA. «Dopo un anno ancora non si riesce a stabilire chi sia il proprietario dello stabilimento». Ristagna, la vertenza dei 60 lavoratori della Framiva di Bazzano, per i quali a luglio è scaduta la cassa integrazione, senza che sia arrivata una soluzione occupazionale. Il nodo da sciogliere, come sottolinea il segretario della Uilm Clara Ciuca, è la proprietà dello stabile, “conteso” fra i due curatori fallimentari, quello dell’ex Otefal e quello della Framiva di Varese.
Intanto, i 60 operai vanno avanti con l’indennità di disoccupazione e potrebbe sfumare anche l’ipotesi di ricollocamento manifestata dall’azienda spagnola, arrivata seconda all’asta fallimentare con cui nel 2015 Framiva si era aggiudicata l’immobile, in quanto ancora interessata a rilevare il sito. I sindacati nei mesi scorsi avevano sollecitato la riconsegna del sito, specializzato nella produzione di laminati, al curatore fallimentare della ex Otefal, Omero Martella, slegandolo dalla vicenda Framiva, che è ancora irrisolta a livello giudiziario «Abbiamo una fabbrica “fantasma”, di cui sembrano essersi dimenticati tutti, istituzioni comprese. Eppure», sottolinea Ciuca, «si tratta di un’azienda tecnologicamente avanzata, con macchinati all’avanguardia fermi da troppo tempo, che rischiano di diventare obsoleti. Come sindacato auspichiamo che possa risolversi al più presto la questione della proprietà del sito, restata in sospeso, e che si possa finalmente prendere in considerazione la manifestazione di interesse degli spagnoli, o anche di altri soggetti imprenditoriali, in modo da restituire un futuro lavorativo ai 60 operai, che sono ancora troppo giovani per la pensione. Ridiamo speranza a 60 famiglie», continua Ciuca, «ma facciamolo subito. I curatori fallimentari delle due aziende devono trovare un’intesa, la politica locale deve darsi da fare». Ciuca ricorda come una nuova povertà sia in crescita fra la popolazione aquilana, quella di chi ha perso il posto di lavoro: «Sono sotto gli occhi di tutti le file davanti ai discount, dove fare la spesa costa meno. Una situazione che fotografa la triste realtà della disoccupazione, aggravata dalla pandemia. Non si può rimanere indifferenti».
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