Framiva vince in tribunale Spiraglio per i lavoratori

Accolto il ricorso contro la decadenza dell’aggiudicazione del sito ex Otefal I sindacati: «La fabbrica torna in corsa». Biondi: non bisogna perdere posti
L’AQUILA. Il tribunale dell’Aquila ha accolto il ricorso della Framiva Metalli contro il provvedimento di decadenza dell’aggiudicazione del sito dell’ex Otefal, rilevato nel 2015 alla quinta asta fallimentare. La sentenza è arrivata a un mese dall’udienza dello scorso 5 febbraio ed era molto attesa dai 62 lavoratori.
Ieri i sindacati hanno convocato un’assemblea per fare il punto della situazione e la notizia ha riacceso le speranze: l’azienda ha infatti attivato la cassa integrazione ordinaria per tutto il personale a causa della diminuzione di commesse legata alla situazione di stallo e alla sfiducia da parte dei clienti: «La revoca del provvedimento adottato dal giudice delegato lo scorso 20 dicembre», hanno commentato Fim, Fiom e Uilm, «rimette in carreggiata la fabbrica di Bazzano, anche se rimaniamo in attesa delle decisioni che verranno prese, a livello nazionale, dal commissario nominato dal tribunale di Busto Arsizio nell’ambito della procedura di concordato preventivo richiesta dalla Framiva per fronteggiare la situazione debitoria. Nel frattempo», hanno sottolineato i sindacati, «c’è una nota positiva: l’azienda si è impegnata ad anticipare in parte lo stipendio di marzo, per non lasciare senza coperture i lavoratori, visto che i pagamenti sono bloccati dal commissario». Un passo in avanti è rappresentato dalla sentenza resa pubblica dal tribunale dell’Aquila: il collegio giudicante ha accolto il ricorso e revocato la decadenza di aggiudicazione del sito, causata dal mancato versamento dell’ultima rata di acquisizione dello stabilimento, pari a 2 milioni e 700mila euro. La Framiva, tramite i suoi legali, aveva presentato al curatore fallimentare una proposta per una soluzione transattiva, che prevedeva il pagamento del saldo, compresi gli interessi maturati fino al primo sollecito, rigettata però dal curatore Omero Martella, che aveva inoltrato un conto per gli interessi di oltre 1 milione di euro, comprendendo anche quelli decorsi dopo la mancata stipula. Una richiesta che aveva bloccato ogni trattativa.
L’azienda di Varese rischiava di perdere anche i 7 milioni già versati e soprattutto la chiusura dello stabilimento di Bazzano, specializzato nella produzione di laminati. «Mi auguro che la decisione del tribunale dell’Aquila», è il commento del sindaco Pierluigi Biondi, «possa essere il primo passo verso la soluzione di una vicenda che ho seguito attentamente e che coinvolge decine di lavoratori e famiglie aquilane. L’interesse esclusivo di quest’amministrazione è che questo territorio, ancora impegnato in un complesso percorso di rinascita economica e sociale, non perda neanche un posto di lavoro».
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