Franco Piccone patteggia 27 mesi per l’omicidio stradale del 75enne

L’incidente due anni fa nei pressi dello svincolo autostradale. Antonio Contestabile morì sul colpo Era uno storico biciclettaio di Celano. L’imprenditore guidava un suv sotto l’effetto di alcol e droga
CELANO. Ha patteggiato una pena di due anni e tre mesi di reclusione con l’accusa di omicidio stradale. La sentenza riguarda Franco Piccone, 56 anni di Celano, (fratello dell’ex senatore ed ex vicesindaco di Celano Filippo) ed è relativa a un incidente avvenuto in prossimità dello svincolo autostradale Aielli-Celano. La sentenza è arrivata al termine dell’udienza di ieri pomeriggio. Il rinvio a giudizio dell’imputato era stato chiesto e ottenuto ad aprile dello scorso anno. Lo schianto costò la vita ad Antonio Contestabile, 75 anni anche lui di Celano. Nel violento impatto, avvenuto il 3 luglio del 2020 lungo la Tiburtina, nei pressi dello svincolo autostradale Aielli-Celano, l’imprenditore celanese si scontrò con l’auto condotta dal 75enne, storico biciclettaio della città castellana. La Opel Corsa guidata da Contestabile, secondo la ricostruzione degli inquirenti, si stava immettendo sulla Tiburtina Valeria attraverso una rotatoria, proprio mentre sopraggiungeva il suv con alla guida l’imprenditore celanese. Per il 75enne non c’era stato nulla da fare, mentre Piccone era stato trasportato in pronto soccorso dove era risultato positivo ai test per la droga e l’alcol. Dopo la perizia che accertò la condotta di entrambi gli automobilisti, anche alla luce dei rilievi eseguiti dai carabinieri della compagnia di Avezzano, c’era stata la convalida del fermo, con l’interrogatorio per Piccone, accusato formalmente e messo ai domiciliari. Era infine stato chiesto il rinvio a giudizio per il reato di omicidio stradale e fissata l’udienza preliminare per il 25 maggio 2021. Il pubblico ministero che ha coordinato le indagini è il sostituto procuratore Elisabetta Labanti. Piccone è stato difeso dall’avvocato Antonio Milo. Nel corso dell’udienza di ieri è stata formalizzata la rinuncia alla costituzione di parte civile in quanto la posizione è stata definita già in via stragiudiziale. La famiglia Contestabile è stata assistita dagli avvocati Mario Flammini (legale della moglie Concetta Letta) e Domenicantonio Angeloni (legale dei figli Luca ed Ettore). All’indomani dello schianto mortale sulla Tiburtina si erano riaccese anche le polemiche legate alle necessità di rendere più sicure la trafficata arteria stradale teatro dell’incidente e le strade della zona. Cinque mesi prima lungo la Tiburtina aveva trovato la morte la giovane Sara Sforza di Aielli. Anche il quel caso il guidatore dell’altra auto era sotto l’effetto di sostanze alcoliche.
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