Fraterna Tau, il Tar sospende l’ordinanza per la demolizione

8 Novembre 2020

Tutto rinviato al 10 marzo con la discussione nel merito L’abbattimento del complesso disposto dal Comune 

L’AQUILA. Sospiro di sollievo, almeno per adesso, per la Fraterna Tau raggiunta a settembre da un ordine di demolizione per le strutture realizzate a piazza d’Armi dopo il sisma del 2009, comprese la chiesa dedicata a San Bernardino, la mensa dei poveri e il centro di accoglienza.
Il Tribunale amministrativo regionale ha, infatti, accolto nell’ultima seduta di giovedì scorso la richiesta di sospendere il provvedimento comunale presentata dall’avvocato Fausto Corti per conto della Fraterna Tau. Adesso se ne riparlerà il 10 marzo 2021 quando i giudici affronteranno la questione nel merito.
La sospensiva è stata concessa «considerato che la questione richiede un adeguato approfondimento nel merito» e quindi nel frattempo c’è «interesse alla conservazione dei beni oggetto dell’ordine di demolizione». Il Comune ha emesso nel settembre scorso l’ordinanza numero 23 del 2020, con la quale si chiede alla Fraterna Tau la demolizione dell’intero complesso Celestino V, sul presupposto fondato sul fatto «che è scaduto il termine di validità del protocollo di intesa del 2010 e, quindi, del comodato d’uso gratuito dei terreni appartenenti al patrimonio civico».
L’ordinanza, secondo il Comune, «è basata sul rilievo che gli edifici in essa insistenti sono stati realizzati in assenza dei prescritti titoli edilizi. Altresì si è rilevato che l’occupazione della proprietà comunale, su cui gli stessi insistono, non è accompagnata da alcun titolo idoneo». La Fraterna Tau invece, tra l’altro, sostiene che col protocollo di intesa dell’aprile 2010 (il complesso fu inaugurato il 5 aprile) firmato dal Dipartimento della Protezione civile, dal sindaco dell’epoca Massimo Cialente, dalla Fraterna Tau e dall’allora amministratore delegato del quotidiano il Centro (che aveva contributo economicamente a realizzare l’opera), si stabilì che il terreno sarebbe rimasto di proprietà comunale ma la proprietà delle strutture veniva attribuita alla Fraterna Tau che per tutta la durata di utilizzo e «fino a cessate esigenze assicura la gestione e la conduzione delle stesse». La frase chiave è proprio «fino a cessate esigenze».
È noto che la Fraterna Tau prima del terremoto del 2009 aveva sede in via dei Giardini (zona villa comunale) in una ex scuola ristrutturata. Quell’edificio è stato pesantemente danneggiato dal terremoto ed è ancora inagibile.
La Fraterna Tau ha dunque ancora l’esigenza di restare a piazza d’Armi. La battaglia legale è comunque solo agli inizi (c’è anche un ricorso al giudice ordinario).
La speranza è che entro la data di discussione di merito davanti al Tribunale amministrativo regionale ci possano essere interlocuzioni – così come da più parti auspicato – per trovare una soluzione all’intricata vicenda, evitando comunque la demolizione e non facendo venir meno quello che è un servizio ai cittadini, soprattutto quelli che hanno più bisogno di assistenza.
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