Frazioni, controlli dopo i lavori per accelerare

Decreto dell’Ufficio speciale per importi inferiori al milione: interessate 546 pratiche di ricostruzione
L’AQUILA. Centinaia di pratiche della ricostruzione che valgono oltre 300 milioni di euro su cui il Comune punta tutto per cercare di dare una sterzata alla ricostruzione delle 13 frazioni prioritarie.
Sono le pratiche da “mordere” per far aumentare quella soglia, pari al 9-10%, attorno alla quale si è fermato il recupero nei centri storici delle frazioni, con l’obiettivo di tentare di rincorrere il buon livello di ricostruzione del centro storico della città.
A questo scopo, l’Ufficio speciale per la ricostruzione dell’Aquila ha messo a punto un meccanismo nuovo per velocizzare l’apertura dei cantieri, tramite un decreto già pubblicato e illustrato ieri a Palazzo Fibbioni dal dirigente dell’Usra Raniero Fabrizi, affiancato dal sindaco Pierluigi Biondi e dal direttore del Dipartimento ricostruzione Vittorio Fabrizi.
Si tratta di un provvedimento di semplificazione che si applicherà alle pratiche (nuove procedure) che non superano il milione di euro di lavori, a esclusione degli edifici vincolati o d’interesse paesaggistico. «In sostanza, viene trattata la parte prima relativa al riconoscimento del contributo massimo ammissibile, mentre per la parte seconda è previsto lo spostamento a valle della fase dei controlli», ha spiegato il responsabile dell’Ufficio speciale. Un provvedimento che – in linea teorica – dovrebbe consentire di accelerare il lavoro di trattazione delle pratiche, alleggerendo il lavoro del personale dell’Usra impegnato sulle schede parametriche parte seconda. In tal modo, lo stesso personale potrebbe, così, dedicarsi alle altre fasi istruttorie. Fermo restando che i progetti dovranno acquisire i pareri del Comune e del Genio civile.
I cantieri che rientrano in questa “tipologia” di semplificazione saranno sottoposti al 100% dei controlli (in generale tali controlli sono a campione). Accanto al personale tecnico dell’Usra ci saranno anche i tecnici del Provveditorato alle opere pubbliche. Una ricostruzione, quella delle frazioni, che soltanto negli ultimi mesi ha fatto registrare un leggero cambio di passo.
«Negli ultimi elenchi comincia a uscire un numero maggiore di pratiche riguardanti le frazioni», ha aggiunto Fabrizi. In sostanza, con questo decreto, sulle parametriche parte seconda di aggregati con importi inferiori a un milione, non si farà più l’istruttoria, ma soltanto una verifica più rapida per controllare che ci sia tutta la documentazione. «Se non si riscontrano mancanze, si rilascia subito il contributo», ha spiegato Biondi. «Anche se c’è stato un aumento dei cantieri, per raggiungere il livello di ricostruzione del centro storico cittadino c’è ancora molta strada da fare».
Per quanto riguarda le pratiche raggiunte dal nuovo decreto, nello specifico, quelle relative alle schede parametriche parte prima relative ad aggregati al di sotto del milione di euro sono 546 (330 milioni), delle quali 177 sono state già istruite ( 96,8 milioni). Le pratiche per le quali si attendono integrazioni sono 50 (110 milioni). (m.g.)
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