Fronte unico per salvare il punto nascita

29 Ottobre 2018

Il sindaco Casini ha indetto un consiglio comunale straordinario aperto ad amministratori, parlamentari e sindacati

SULMONA. «È giunto il momento che il territorio faccia fronte unico per difendere il diritto all’accesso ai servizi e alla salute come tutti gli altri cittadini dell’Abruzzo». È il messaggio lanciato dal sindaco di Sulmona Annamaria Casini nella seduta della commissione politiche sanitarie a Palazzo San Francesco alla presenza della senatrice pentastellata Gabriella Di Girolamo. Una presenza voluta fortemente dal sindaco Casini proprio per mettere fine alle polemiche sorte in questi giorni. «Non è questo il momento di litigare», sottolinea Casini, «ci vogliono portare via anche l’aria che respiriamo e lo stanno facendo grazie alle ataviche divisioni che hanno indebolito politicamente questo territorio. Ora è il momento di dimostrare che ci siamo e contiamo anche noi e siamo tutti uniti per difendere i nostri diritti». E la prima decisione del sindaco è stata quella di indire un consiglio comunale per sabato 3 novembre, allargato a tutti i sindaci del territorio, ai sindacati, ai parlamentari, al personale ospedaliero, per approvare la delibera per la salvaguardia del punto nascita dell’ospedale di Sulmona e il riconoscimento del comprensorio peligno come area disagiata. Nel corso della riunione, la senatrice sulmonese Gabriella Di Girolamo ha garantito il proprio sostegno affermando di essere pronta alla battaglia così come aveva fatto quando, da attivista del Movimento 5 Stelle, era scesa in piazza a difesa non solo del punto nascita, ma anche contro la realizzazione della centrale Snam e contro la chiusura del tribunale di Sulmona. Il sindaco ha poi sottolineato che quello espresso dal Comitato nazionale del percorso nascite del ministero della Salute è un parere fondato su dati «non reali», soprattutto per quanto riguarda la particolare orografia del territorio. E quindi può e dev’essere rivisto. D’altronde nel piano sanitario regionale approvato dalla Regione, con l’intervento decisivo dell’allora assessore alle aree interne Andrea Gerosolimo, era previsto il mantenimento del reparto di ostetricia e ginecologia e quindi del punto nascita. E la Regione non dovrà fare altro che ratificare quella decisione in deroga alla “Legge Lorenzin”, anche perché l’ultima parola sulla Sanità spetta proprio al governo regionale. Intanto anche il Tribunale per i diritti del malato è intervenuto sul caso con una diffida alla Regione Abruzzo «perché persegua la strada della deroga e del mantenimento del punto nascita», e un’altra alla Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila «perché ponga in essere tutte quelle operazioni volte alla fornitura delle strumentazioni e dei materiali necessari per mettere nelle condizioni il presidio di continuare a operare». Senza personale e mezzi non si va da nessuna parte.
©RIPRODUZIONE RISERVATA