Fu ordinato da Molinari il prete col marito

8 Luglio 2018

Spunta il nome dell’arcivescovo emerito nella vicenda del sacerdote che ha poi sposato un uomo

L’AQUILA. Spunta fuori il nome dell’arcivescovo emerito Giuseppe Molinari nella vicenda del sacerdote veronese (o ex) Giuliano Costalunga, assurto agli onori delle cronache per aver sposato, di recente, alle Canarie, un suo ex collaboratore. Una vicenda che ha gettato nella bufera la Chiesa veronese.
La storia di Costalunga interseca quella di Molinari, il quale, nel 1996, esaminati, a norma del canone 1029 del Codice di diritto canonico, «fede integra, retta intenzione, scienza debita, buona stima, integri costumi e provate virtù» del candidato, lo ritenne idoneo al sacerdozio. Del resto, Molinari guidò la diocesi reatina dal settembre 1989 al marzo 1996, quando fu nominato coadiutore di Mario Peressin all’Aquila. Il suo successore a Rieti, Delio Lucarelli, fu ordinato il 6 gennaio 1997. Il nome di Molinari è finito sui principali giornali nazionali e i più informati blog di vicende ecclesiastiche. Secondo quanto ricostruito da diversi osservatori, per ottenere l’ordinazione don Giuliano lasciò il Veneto per Rieti, «dove fu ordinato in cattedrale il 13 aprile 1996 da Molinari».
Un’ordinazione “in trasferta” in quanto, come racconta su Vatican Insider Andrea Tornielli, «è uno dei casi di seminaristi vaganti: 7 giorni prima dell’ordinazione, la via al sacerdozio gli venne sbarrata dall’allora vescovo di Verona Attilio Nicora, evidentemente per motivazioni gravi». Poi al seminario di Verona cambiarono tre rettori e Costalunga «iniziò a girare l’Italia in cerca di un vescovo che lo ordinasse e approdò a Rieti, dove venne accolto da Giuseppe Molinari che lo ordinò sacerdote. Quando sulla cattedra episcopale veronese, a Nicora, era succeduto Flavio Roberto Carraro, Costalunga chiese di tornare nella diocesi di origine per motivi di salute per un riavvicinamento a casa». Il vescovo di Verona, Giuseppe Zenti, che lo considera ancora un suo prete, gli affidò una parrocchia. Costalunga, invece, afferma di aver presentato una richiesta di riduzione allo stato laicale.
Il caso delle ordinazioni «facili» da Rieti si era poi spostato all’Aquila, dove era finito all’attenzione del Vaticano che inviò, nel 2007, un visitatore apostolico. Il vescovo, e oggi cardinale, Giuseppe Petrocchi ha moltissime richieste da parte di aspiranti parroci di fuori diocesi, ma ha fatto capire che non intende prenderne in considerazione nessuna.
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