Fucino, braccianti fermi: l’altro effetto delle piogge

I sindacalisti Cgil ascoltati dalla commissione in Regione: «Subito le soluzioni Imprese martoriate e centinaia di lavoratori rischiano di restare senza reddito»
AVEZZANO. Il caso dei danni alle colture del Fucino finisce sui banchi della Regione. La Cgil chiede interventi per i braccianti. Le piogge che ormai da 60 giorni stanno colpendo anche in maniera pesante tutto il territorio rischiano di avere ripercussioni non solo in questa stagione, ma anche sulla prossima.
A evidenziarlo ieri, durante la commissione agricoltura della Regione Abruzzo, riunitasi per parlare delle emergenze legate alla straordinaria ondata di maltempo, è stato Luigi Antonetti di Flai Cgil, chiamato in audizione dal presidente Emiliano Di Matteo.
«Sono giorni che si parla di stato di calamità naturale ma a oggi non sappiamo ancora se la richiesta sia stata avanzata o meno», ha precisato Antonetti a margine della commissione, «forse non ci si rende conto che il mondo dell’agricoltura è stato martoriato da questa ondata di maltempo e gli imprenditori aspettano di avere delle risposte immediate e concrete. Questo è stato uno dei punti sui quali ho cercato di attirare l’attenzione di tutti i consiglieri presenti, perché la situazione è molto grave». Secondo una prima stima delle associazioni di categoria, la pioggia ha creato finora un danno che si aggira sui 20 milioni. Soldi che gli imprenditori hanno anticipato per comprare semi e piantine rimaste poi nei magazzini a causa dei campi allagati. Una perdita, poi, in termini di ricavi. La mancata messa a dimora delle colture ha già fatto perdere circa il 30% della produzione e quindi del raccolto. E non è tutto. I danni potrebbero pesare anche per i braccianti.
«Molte aziende, a causa del maltempo, sono state ferme», ha continuato Antonetti, «questo ha significato che decine e decine di braccianti agricoli, assunti perlopiù con contratti stagionali, sono rimasti a casa. Ora il problema è che se queste persone sono ferme non maturano i giorni di lavoro necessari per poi accedere agli ammortizzatori sociali una volta terminata la stagione. Si rischia quindi che, se non si prendono provvedimenti per quanto sta accadendo, a breve ci saranno centinaia di persone senza un reddito. È una questione molto seria, della quale ho informato tutti i membri della commissione».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

