Fucino, crisi idrica infinita Si scommette sui legumi

17 Gennaio 2018

Arriva un appello di Consorzio e associazioni agricole a diversificare le colture: «La stagione non si annuncia facile, l’accensione dei pozzi sarà razionata»  

AVEZZANO. L’anno 2017, decisamente secco, continua a far sentire i suoi effetti sul Fucino. Il Consorzio di bonifica, accertato l’abbassamento delle falde, consiglia alle migliaia di operatori agricoli di puntare anche sulle colture leguminose, non bisognose di molta acqua, che possono beneficiare dei fondi del Piano di sviluppo rurale.
L’esortazione del Consorzio ai coltivatori scattata dopo un’attenta verifica delle riserve ed è mirata a evitare le emergenze estive. Appello condiviso dalle associazioni agricole di categoria e dai loro rappresentanti, Stefano Fabrizi (Confagricoltura), Dino Meschieri (Coldiretti) e Carmine Contestabile (Cia). Tutti hanno espresso pieno sostegno all’iniziativa in un faccia a faccia col presidente del Consorzio, Gino Di Berardino, supportato dal direttore Mauro Contestabile e dal responsabile dell’Ufficio tecnico, Filippo Zaurrini. Incontro voluto per illustrare le criticità idriche e i passi in avanti verso l’impianto irriguo finanziato dal Masterplan. Alla fine tutti concordi sulla necessità di giocare d’anticipo, ovvero sensibilizzare gli operatori agricoli che stanno programmando le semine, a pianificare la stagione conoscendo le criticità e i rischi. «Le falde idriche, a partire dalla scorsa estate», avvertono Consorzio e associazioni di categoria, «hanno subìto un progressivo e rilevante abbassamento, tale da compromettere il regolare utilizzo dei pozzi in gestione al Consorzio sia per le precipitazioni assolutamente insufficienti a reintegrare l’acqua prelevata, che ai fini della tutela delle risorse utilizzate anche per uso potabile».
Su queste basi Consorzio di Bonifica e associazioni invitano i produttori a «programmare l’attività in autosufficienza idrica e a valutare concretamente l’attuazione di rotazioni colturali poliennali con inserimento di colture leguminose».
A causa della scarsità di acqua «i pozzi saranno accesi razionalmente, in funzione delle reali esigenze di tutela ambientale e fin quando tecnicamente possibile», concludono, «senza garantire il quantitativo di acqua nei canali tale da assicurare l’uso irriguo all’intero comprensorio».
Il Consorzio, quindi, avvia i motori, in vista di una «stagione che non si annuncia facile», con l’obiettivo di fare squadra con tutti gli attori istituzionali anche per pianificare, se necessari, fermi dell’irrigazione a rotazione nelle varie zone del territorio fucense e relativi controlli mirati a punire i trasgressori.
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