Fucino e latifondo Torlonia, si può vendere

Delibera della Regione: svolta dopo decenni. Sono quasi trecento i fabbricati interessati, ecco dove
AVEZZANO. La Regione Abruzzo regolarizza i fabbricati extra Circonfucense e così dà la possibilità ai proprietari di venderli. Si tratta di quasi 300 terreni appartenenti al latifondo Torlonia e ceduti agli imprenditori agricoli e ai cittadini dei comuni del Fucino che li hanno coltivati o vi hanno costruito delle abitazioni. Non ne sono però mai diventati proprietari a tutti gli effetti e di conseguenza non hanno mai potuto venderli a terzi. Per questo nel 2015 l’amministrazione regionale approvò una legge promossa dall’allora consigliere Lorenzo Berardinetti, presidente della Commissione agricoltura, per fare in modo che gli imprenditori agricoli potessero diventare proprietari effettivi dei terreni e quindi degli immobili costruiti sopra di essi. Nei giorni scorsi la giunta regionale ha dato seguito a quanto fatto in passato, approvando una delibera che di fatto sblocca la vendita ai cittadini, agli Enti locali e agli attuali occupanti di quasi trecento fabbricati edificati su terreni provenienti dalla riforma fondiaria del Fucino. Si tratta di porzioni di terreni che si trovano nei Comuni di Avezzano, in particolare nella zona di Caruscino, ma anche a San Benedetto dei Marsi, a Pescina e in numero minore a Luco dei Marsi e a Trasacco. «La Regione potrà finalmente procedere agli adempimenti attesi da tempo dai possessori», spiega Emanuele Imprudente, vicepresidente della Regione, con delega all’Agricoltura, «finalizzati alla stima dei beni immobili nelle aree rurali del Fucino, che potranno quindi essere acquisiti risolvendo così la questione annosa del nostro patrimonio derivante dalla riforma fondiaria. È estremamente importante un intervento di riqualificazione che metta ordine e valorizzi il vasto patrimonio di fabbricati appartenenti alla riforma fondiaria, in parte inutilizzati o solo parzialmente utilizzati». Le aree di sedime, cioè terreni dove si trovano le costruzioni, tramite una bozza di convenzione tra Regione e Comuni, potranno essere valutate e poi acquisite dagli imprenditori o dai cittadini che da tempo le occupano. «Il provvedimento», conclude Imprudente, «consentirà alla Regione Abruzzo di procedere alla stima e alla valorizzazione del proprio patrimonio immobiliare. I beni immobili provenienti da esproprio o da acquisto da parte dei cessati enti di riforma, che rientrano nella disponibilità della Regione Abruzzo saranno ceduti alle condizioni e ai prezzi stabiliti dalle procedure di valutazione». (u.c.)

