Fucino, invaso per irrigare: «Così si tutelano le colture»

Progetto dell’Arap alle battute finali, soddisfazione tra le associazioni di categoria Fabrizi: ci sarebbe un utilizzo più razionale dell’acqua e si risparmierebbe energia
CELANO. La notizia del conferimento a breve a una società ingegneristica, da parte di Arap e Consorzio di bonifica, dell’incarico di redigere il progetto definitivo ed esecutivo relativo all’impianto irriguo nel Fucino, non poteva non essere accolto con soddisfazione da parte delle associazioni agricole.
«Tale impianto, una volta realizzato», commenta Stefano Fabrizi, direttore di Confagricoltura L’Aquila, «sarà fondamentale per l’agricoltura fucense. Verrebbero tutelate le produzioni di qualità, ci sarebbe un utilizzo più razionale dell’acqua e si risparmierebbe energia».
«Ogni anno», spiega ancora il responsabile di Confagricoltura L’Aquila, «l’acqua pompata per irrigazione dal Consorzio di bonifica e da privati si aggira sui 30 milioni di metri cubi, metà della quale si perde per strada. L’acqua prelevata viene immessa nei canali e questo crea problemi di inquinamento. Nei canali, infatti, finiscono anche le acque reflue dei centri abitati, che, se non depurate, possono mettere a rischio la salute pubblica. Inoltre, il pompaggio dell’acqua, attraverso trattori e impianti, comporta un notevole consumo di carburante e di energia elettrica. Tutti questi problemi verrebbero risolti se l’acqua, anziché dai canali, venisse prelevata da invasi e, attraverso una rete di distribuzione, raggiungesse i terreni. E l’impianto in questione risponde a questa esigenza», conclude Fabrizi.
Sulla necessità di realizzare degli invasi, affinché «l’acqua, che d’inverno in gran quantità finisce nel Liri, venga trattenuta e utilizzata d’estate per irrigare i campi», insiste anche Donato Di Marco, direttore della Confederazione italiana agricoltori (Cia) L’Aquila-Teramo.
Secondo Di Marco, «oltre agli invasi di Pescina e di Venere, se ne potrebbero realizzare altri a Celano, utilizzando l’acqua delle Gole, e nella vallata di Villavallelonga».
«Ma soltanto con la realizzazione dell’invaso di Amplero», sentenzia il rappresentante della Cia, «il problema dell’irrigazione del Fucino potrà essere risolto definitivamente».
«Il problema dell’irrigazione del Fucino», interviene Domenico Roselli, direttore di Coldiretti L’Aquila, «è annoso e va risolto una volta per tutte evitando di fare proclami o dando false illusioni agli imprenditori agricoli. Ci auguriamo che il progetto annunciato diventi effettivamente realtà nella sua interezza: dalla progettazione all’esecuzione, passando per il relativo finanziamento, ma ricordiamo anche che, per guardare al futuro, è necessario che i Consorzi di bonifica rientrino in gestione ordinaria».
Roselli solleva anche il problema delle strade del Fucino: «Fatiscenti e pericolose». E avverte: «La visione futura dell’ex lago necessiterebbe di essere progettata ed eseguita anche da questo punto di vista altrimenti come facciamo a parlare di agricoltura di qualità se, quando riceviamo i clienti provenienti dalle grandi aziende di trasformazione, li ospitiamo attraverso strade pericolose e dissestate?».
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