Fucino, la conta dei danni: al via le ispezioni nei campi

30 Maggio 2023

Si parte da Trasacco, è quanto stabilito nel vertice tra associazioni e Regione La relazione sarà consegnata a Imprudente per richiedere lo stato di calamità 

AVEZZANO. Parte la conta dei danni nei terreni agricoli ancora allagati. La Regione Abruzzo invia uno speciale nucleo di valutazione nel Fucino per censire le aree colpite e quantificare i danni. La relazione verrà poi consegnata dall’assessore regionale all’Agricoltura, Emanuele Imprudente, nell’ambito della prossima conferenza Stato-Regioni, per il riconoscimento della richiesta di calamità naturale all’Abruzzo. È quanto deciso ieri nell’ambito del tavolo verde convocato dal vicepresidente della giunta regionale, al quale hanno preso parte i rappresentati di Confagricoltura, Coldiretti e Cia (Confederazione italiana agricoltori). Per i sopralluoghi negli appezzamenti allagati, gli esperti della Regione hanno chiesto la massima collaborazione degli amministratori locali e delle associazioni.
Si parte oggi da Trasacco. Dopo un incontro in Comune, il primo cittadino, Cesidio Lobene, accompagnerà il nucleo di valutazione nelle zone del territorio comunale allagate dalle piogge delle ultime settimane.
Le zone più critiche, dove si contano i maggiori danni, sono Avezzano, Luco dei Marsi, Trasacco e Ortucchio. Non c’è tempo da perdere visto che la legge nazionale prevede che la conta dei danni venga inviata entro dieci giorni dalla fine della calamità naturale. Impresa non facile considerato che le continue precipitazioni stanno facendo in modo che ai danni si aggiungano altri danni. Il primo bilancio fatto dagli agricoltori del Fucino evidenzia una situazione critica.
Nel tentativo di salvare le semine, da giorni si sta pompando l’acqua e creando piccoli canali per farla defluire dai terreni coltivati, oramai ridotti a grosse pozze, anche se oramai, secondo le stime, il 50% della produzione di patate e carote Igp del Fucino (le ultime stime) è compromessa. Di conseguenza, la scarsità del raccolto potrebbe far lievitare il prezzo e abbassare la qualità.
E mentre le patate sotto terra sono marcite, quelle stoccate nei magazzini destinate alla semina sono germogliate e quindi non più utilizzabili, per la disperazione degli agricoltori che hanno investito tempo e risorse.
In media per seminare i campi vengono investiti circa 4mila euro a ettaro tra preparazione del terreno, quindi lavorazione e concimazione, e semina. Il terreno troppo umido, infine, non solo non favorirà la crescita dei tuberi, ma non consentirà di raccogliere agevolmente anche gli altri ortaggi.
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