Fucino, sì al decreto flussi: sono attesi 4mila braccianti

29 Gennaio 2023

Lobene, presidente Confagricoltura: «Velocizzare i tempi in vista del raccolto E va affrontata seriamente la questione dei profughi nei centri d’accoglienza»

AVEZZANO. Dei 44mila lavoratori stagionali extracomunitari che potranno fare ingresso in Italia, la metà sarà destinata al settore agricolo. È quanto previsto dal decreto flussi, iscritto in Gazzetta ufficiale dopo il via libera da parte del Consiglio dei ministri. Il nuovo decreto fissa una quota massima di ingressi pari a 82.705 unità, di cui oltre la metà riservati agli ingressi per motivi di lavoro stagionale. Provvedimento accolto con soddisfazione da Confagricoltura L’Aquila, che invita le amministrazioni competenti ad accelerare l’iter burocratico per consentire il rientro dei braccianti già per le prime raccolte primaverili. «Abbiamo proposto ai ministeri competenti di velocizzare la tempistica per il rilascio dei visti presso le Ambasciate italiane con l’apertura di un canale privilegiato a favore delle richieste degli agricoltori», spiega Fabrizio Lobene, presidente di Confagricoltura L’Aquila. Una proposta che guarda al modello degli Stati Uniti: «Con riferimento al modello americano», aggiunge Lobene, «abbiamo proposto l’istituzione della green card, in gergo ‘atto di richiamo’, per consentire il ricongiungimento familiare con lavoratori extracomunitari regolari o con la cittadinanza italiana già presenti in Italia a tempo indeterminato o di lungo periodo ed in ultimo bisogna estendere il decreto flussi anche all’emersione dei rapporti di lavoro irregolari, non in funzione di sanatoria come quella del 2020 ma concentrandosi su limitati settori e contesti geografici e con la stipulazione di accordi siglati tra le organizzazioni sindacali firmatarie dei contratti collettivi di lavoro».
Confagricoltura L’Aquila, inoltre, chiede «di affrontare seriamente la questione dei profughi e richiedenti asilo ospitati nei centri di accoglienza. Le attuali norme ostacolano la possibilità far lavorare queste persone. Siamo disponibili», si legge in una nota, «a sottoscrivere con i gestori dei centri di accoglienza, l’ispettorato del lavoro, le organizzazioni sindacali e del terzo settore, un protocollo d’intesa che garantisca il massimo rispetto delle norme contrattuali e di legge per l’utilizzo lavorativo dei profughi identificati ed in possesso dei requisiti per essere assunti».
Secondo le elaborazioni di Confagricoltura L’Aquila sui dati Inps, sono 7.557 i lavoratori agricoli impiegati nella provincia. Di questi, oltre la metà lavora nella piana del Fucino. I dati si riferiscono al 2021. In Abruzzo, in totale, i braccianti sono 24.266.
Una seconda novità introdotta dal decreto flussi riguarda la necessità che il datore di lavoro prima dell’invio della richiesta di nulla osta al lavoro verifichi, presso il centro per l'impiego competente, che non vi siano altri lavoratori già presenti sul territorio nazionale disponibili a ricoprire il posto di lavoro per cui si ha intenzione di assumere il lavoratore che si trova all'estero.
La verifica va effettuata attraverso l’invio di una richiesta di personale al centro per l’impiego, attraverso un apposito modulo che sarà disponibile a breve. (l.p.)
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