Funivia di Roio, sale la polemica «Il tracciato dev’essere rivisto»

Palumbo replica all’assessore Mannetti: «Utenza insufficiente se limitata ad abitanti e studenti» E tra i residenti c’è chi teme l’impatto che il percorso previsto potrà avere sul colle di Monteluco
L’AQUILA. «Benché il progetto di una funivia tra la stazione ferroviaria dell’Aquila e Roio sia meritorio negli obiettivi, nella sostanza rischia di essere poco praticabile». Lo scrive in una nota Fulgenzio Ciccozzi, cittadino e storico di Roio. «Nonostante il tortuoso iter dei procedimenti», continua Ciccozzi, «è necessario fare quantomeno una riflessione e valutare se sia possibile invece realizzare uno studio alternativo rivolto a un sostanziale miglioramento del percorso viario esistente, coadiuvato da un efficiente servizio di bus elettrici, e trovare un altro punto di transito che consenta di superare la strettoia e le file interminabili che a volte si formano nel passaggio a livello posto a ridosso della chiesetta della Madonna del Ponte. Il tracciato della funivia indicato nel documento di progettazione preliminare», sottolinea ancora Ciccozzi, «risulta essere molto impattante per il colle di Monteluco (già gravato dai tralicci di telefonia mobile e radiotelevisivi) che verrebbe attraversato di netto toccando il suo apice nei pressi della facoltà di Ingegneria per poi scendere e concludersi alla stazione finale che ricadrebbe nei pressi del Parco della Rimembranza, a ridosso del paese di Roio Poggio, luogo di commemorazione dei caduti di guerra e particolarmente caro ai locali. Va da sé che risulterebbe nulla l’utilità per gli abitanti dei paesi del circondario e per i fruitori dei Progetti Case e Map disseminati nella vallata e questo sia per le oggettive lungaggini di percorrenza e sia per gli eventuali costi del tragitto; tutto ciò renderebbe vano il piano di riduzione del traffico veicolare extraurbano della zona».
PALUMBO
Sulla questione torna anche il capogruppo del Pd in consiglio comunale Stefano Palumbo, originario di Roio. «Ribadisco», scrive Palumbo replicando all’assessore alla viabilità Carla Mannetti, «la necessità di rivedere il tracciato indicato nell’avviso per lo studio di fattibilità. Affinché il progetto sia realmente fattibile e soprattutto sostenibile, occorre infatti partire da una stima sulla portata trasportistica da soddisfare e da una potenziale utenza che sarebbe insufficiente se limitata ai soli cittadini di Roio e agli studenti universitari, ma che andrebbe allargata facendo della pineta di Roio un vero attrattore, per tutti quegli aquilani che volessero recarcisi per una semplice passeggiata o per i tanti turisti che pagherebbero ben volentieri un biglietto per ammirare la nostra città dall’alto con il Gran Sasso sullo sfondo. Ecco perché andrebbe evitato il passaggio della funivia proprio nel punto in cui la pineta andrebbe invece riqualificata. Nessun progetto sarà mai sostenibile senza una visione d’insieme, né accettato senza un dibattito pubblico, strumento fondamentale per prevenire i conflitti sul territorio causati dalla costruzione di infrastrutture. Ma a questo punto la domanda è d’obbligo: l’amministrazione ci crede in questo progetto?».
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