Furto in chiesa, arrestato e poi assolto
SULMONA. Era stato arrestato dai carabinieri per furto aggravato dopo che un testimone l’aveva visto uscire dalla chiesa con un candelabro dell’offertorio tra le mani. Inoltre, quando è stato fermato...
SULMONA. Era stato arrestato dai carabinieri per furto aggravato dopo che un testimone l’aveva visto uscire dalla chiesa con un candelabro dell’offertorio tra le mani. Inoltre, quando è stato fermato dai carabinieri il giovane aveva in tasca anche un aspersorio.
Ieri è stato assolto per non aver commesso il fatto. Una sentenza che farà discutere quella emessa dal giudice Massimo Marasca nei confronti di Mario Lepore. Anche perché il pubblico ministero aveva chiesto una condanna esemplare nei confronti del giovane per la particolarità del furto commesso in un luogo sacro.
Ma il giudice è stato di diverso avviso accogliendo pienamente la tesi difensiva sostenuta dall’avvocato Alberto Paolini, difensore di Lepore. Per il legale infatti, la chiesa non andava equiparata a una pubblica dimora e nel corso del processo non era stata provata l’effettiva responsabilità dell’imputato se non sulla scorta della sola deposizione del testimone oculare. Nella motivazione il giudice ha spiegato che «vi sono dei dubbi sulle effettive capacità visive del testimone il quale era in auto e stava guidando. Pertanto il teste avrebbe assunto una condotta alquanto imprudente per vedere il ragazzo, distogliendo lo sguardo dalla strada. Inoltre, la velocità del veicolo, circa 50 chilometri orari nei centri urbani, l’illuminazione artificiale e l’oscurità dell’ambiente circostante avrebbero potuto ingannare anche l’occhio più attento». Un giudice garantista che ha anche rimproverato il testimone per aver creato una situazione di pericolo distogliendo lo sguardo dalla strada per cercare di riconoscere il giovane che aveva appena rubato in chiesa. (c.l.)
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