Futuro dei trasporti, Casini: «La Regione cambi passo»

10 Giugno 2021

SULMONA. C’è amarezza nelle parole del primo cittadino di Sulmona, Annamaria Casini, alla luce dell’esito del consiglio regionale sul corridoio intermodale Tirreno-Adriatico. La Casini, che si è...

SULMONA. C’è amarezza nelle parole del primo cittadino di Sulmona, Annamaria Casini, alla luce dell’esito del consiglio regionale sul corridoio intermodale Tirreno-Adriatico. La Casini, che si è messa a capo di un gruppo di circa 60 sindaci che hanno firmato insieme a 16 sigle sindacali il manifesto per sostenere il corridoio, sperava che «su un tema strategico come quello della trasversalità e sulla necessità di inserire l’Abruzzo e il Lazio nel corridoio intermodale Tirreno-Adriatico, collegando i nostri porti all’autorità portuale di Civitavecchia per garantirne uno sviluppo reale, il consiglio regionale avesse potuto trovare finalmente una sintesi piena con una posizione forte e decisa. Cosa richiesta peraltro a gran voce e da anni dall’intero comparto produttivo e sindacale regionale, nonché da numerosissimi sindaci delle aree interne». Ma così non è stato. Per questo il sindaco di Sulmona, ha chiesto «uno scatto di orgoglio e responsabilità alla classe politica per guardare al futuro della nostra regione con lungimiranza e concretezza e farla uscire finalmente da una marginalità che pesa da troppi anni sulla testa degli abruzzesi». La Casini è certa che «valorizzare i nostri porti e dunque i retroporti sostenendo la rete Barcellona-Civitavecchia-Ortona-Ploce per garantire al Lazio uno sbocco sull’Adriatico e all’Abruzzo sul Tirreno è l’obiettivo cui dobbiamo tendere per cogliere gli evidenti benefici in termini di logistica e attrattività verso un sistema moderno di trasporti necessario per insediamenti produttivi e sviluppo, per un riequilibrio socio economico dell’intera regione. Sono proprio i sindaci che rappresentano le varie comunità, a chiedere risposte concrete con politiche nuove e radicali per invertire la rotta e uscire dalla marginalità di decenni per entrare in Europa con un cambio di passo, ora possibile, cogliendo l’opportunità epocale di ottenere l’ingresso nel corridoio Tirreno-Adriatico delle Reti transeuropee Ten T». (e.b.)
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