Futuro di LFoundry, fumata nera

31 Luglio 2020

Delusione tra i sindacati, la Regione chiederà un nuovo confronto col ministero

AVEZZANO. Niente ammortizzatori sociali per agosto e settembre e nessuna certezza per il 2021. Una fumata nera nell’incontro convocato a Pescara dall’assessore regionale alle Attività produttive, Mauro Febbo, sull’andamento di LFoundry. Il futuro dell’azienda più grande del territorio, la seconda d’Abruzzo dopo la Sevel di Atessa, è ancora avvolto da una nube di mistero. Per questo Febbo, vista la mancata chiarezza dopo l’incontro al ministero per lo Sviluppo economico di fine 2019 e la preoccupazione dei 1.500 dipendenti, ha chiesto ai vertici del sito industriale che produce memorie volatili di spiegare la reale situazione. Ma le aspettative sono state deluse. «L’incontro è stato tanto atteso quanto deludente», ha commentato Elvira De Sanctis, segretario Fiom- Cgil, «tra agosto e settembre non ci sarà il ricorso agli ammortizzatori sociali perché sia per il Covid che per i problemi relativi alla mancanza di energia elettrica bisogna recuperare i ritardi accumulati. Quello che succederà a ottobre l’azienda, a oggi, non è in grado di saperlo, come cosa ne sarà del sito nel 2021». All’incontro, al quale hanno preso parte i rappresentanti delle sigle sindacali, il manager Sergio Galbiati, l’amministratore delegato di LFoundry, Marcello D’Antiochia, il vice presidente risorse umane dell’azienda, Fabrizio Famà, il direttore del personale, Alessandro Albertini, l’assessore Febbo ha ribadito la necessità di avviare un nuovo confronto al ministero già in autunno. «È sicuramente positivo che la Regione ci abbia convocato dopo mesi di latitanza», hanno chiarito Monica Di Cola e Andrea Campione, Rsu Uilm-Uil, «dal vertice è emerso che almeno per il momento non saremo investiti dall’onda d’urto del crollo del sistema dell’automotive, ipotizzato per l’autunno, e che non ci saranno ammortizzatori. Ma poi? Continuiamo a non sapere che cosa accadrà. Non c’è prospettiva e stanno venendo meno molte importanti collaborazioni con atenei ed enti. Non sappiamo più che cosa aspettarci».
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