«Gallucci, un uomo di rara intelligenza»

19 Maggio 2015

Il dottor Mangiafico ha voluto ricordare il medico aquilano esaltandone le doti umane e professionali

L’AQUILA. Proseguono gli attestati di stima umana e professionale per il professor Massimo Gallucci all’indomani dei funerali, cui ha partecipato una gran folla, che si sono tenuti nella chiesa parrocchiale di Pettino.

Presente alla cerimonia anche il dottor Salvatore Mangiafico, amico di Gallucci, direttore di Nefrologia Interventistica del Dipartimento di Scienze nefrologiche e psichiatriche dell’ospedale universitario Careggi di Firenze. Mangiafico ha voluto ricordare il medico scomparso a 59 anni. «Massimo è – non riesco ancora a dire era – un amico», afferma il medico, «un uomo di intelligenza rara, di volontà tenace, equilibrato nei modi, colto come un vero professore universitario dovrebbe essere e soprattutto uomo di umanità e delicatezza di animo uniche, sempre fedele ai suoi affetti, alla sua terra e a tutti quelli che si sono affidati a lui nella formazione e nella malattia. Uomo di rara onestà culturale e morale. Un esempio fino all’ultimo. Una testimonianza indelebile. Ne piango insieme a voi la dolorosa, prematura scomparsa. L’Aquila deve essere orgogliosa di questo suo figlio che mai si è piegato al destino».

«Vi sono persone speciali», ha scritto il sindaco Massimo Cialente, dopo avere saputo della morte, «che hanno dei doni. Tu ne avevi tanti. Il più grande? La tua intelligenza estrema che era unita alla tua grande semplicità. Tu eri quello che ti faceva sempre sentire che ogni cosa era facile a farsi, e che per te essere disponibile era una gioia. Tutti, quando è tempo di andar via, lasciano un vuoto. Tutti. Ma per alcuni questo vuoto diviene incolmabile, e per noi resta il senso di una perdita estrema. Sentiamo che ci è stato strappato qualcosa di troppo importante. E odiamo, sì odiamo come ingiusto e vigliacco il male che ti ha portato via».

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