Garofani rossi per l’addio alla senatrice Marinucci

5 Aprile 2023

In chiesa le parole dell’amica Lella Golfo, compagna di tante battaglie politiche: «Ci siamo conosciute durante le lotte per il femminismo, poi insieme nel Psi»

L’AQUILA. «Senatrice, sottosegretario, europarlamentare, presidente della prima Commissione Pari Opportunità nel lontano 1984. Elena fu tutto questo ma fu tanto altro e di più». Dal pulpito della chiesa di San Bernardino, davanti alla bara coperta di garofani rossi, Lella Golfo, deputata eletta nel 2008, prova a raccontare Elena Marinucci, una compagna di vita e di battaglie politiche, e per moltissime donne «un esempio, un modello, una donna dall’intelligenza lucida e disarmante». «Elena», continua l’ex deputata, «aveva il senso della responsabilità collettiva, non solo personale. Ironica, visionaria, spiritosa, forte e inflessibile contro le stupidità del mondo. Lei ora farebbe una battuta delle sue, sdrammatizzerebbe anche quest’ultimo viaggio, con il suo sorriso largo e contagioso». All’ultimo saluto per Elena Marinucci c’erano tanti volti noti della politica aquilana e italiana, tra questi anche il vicesindaco Raffaele Daniele con la fascia tricolore e il gonfalone della città dell’Aquila.
«Era una grandissima amica», racconta l’ex parlamentare Paola Pelino, «una donna di una intelligenza unica». Don Daniele Di Sipio, durante la messa, ricorda come Elena Marinucci e Nello Mariani, ex deputato scomparso nel 2009, «proprio in questa chiesa si erano giurati amore eterno».
Tra il pubblico, anche una rappresentanza dell’Ordine degli avvocati, guidata dalla prima donna presidente dell’Ordine, Luisa Leopardi.
«Non potevamo mancare, perché Elena è stata una di noi, indossava la toga prima di lanciarsi in politica. Ed è stata la prima donna iscritta all’albo che una volta si chiamava dei procuratori».
«Io non riesco ad essere triste», ha detto nel suo intervento a fine cerimonia funebre l’ex giornalista di Rai1 Paola Cacianti. «Perché penso che non ci sia nulla di meglio che andarsene sapendo, come ha fatto Elena, di aver usato bene il proprio tempo».
Lella Golfo dipinge un ritratto dell’amica Elena. «Era una socialista vera, una pioniera delle battaglie per la parità. Elena è nel novero delle donne a cui dobbiamo dire grazie, noi donne e il Paese tutto».
I ricordi si snodano nel racconto dell’ex deputata. «È stata la compagna di vita, di impegno, di viaggi, di risate, di pensieri e progetti sulla parità. Ci siamo conosciute durante le battaglie femministe per poi proseguire nel Psi. Elena divenne presto responsabile nazionale delle donne socialiste, ed è grazie al suo sostegno che nel 1982 nasce Buongiorno Primavera. Non credo di aver mosso passo negli ultimi quarant’anni senza chiederle un parere, ascoltare le sue riflessioni, sempre sagge, sempre molto lungimiranti. Lei c’era sempre. Fu il primo Premio Bellisario, era il 1989. Quando pensai alla proposta di legge sulle quote di genere ne fu entusiasta. In uno dei miei viaggi ad Hammamet, Bettino Craxi mi disse di volerla vedere. E penso anche al nostro viaggio in Afghanistan», continua Lella Golfo, «Elena aveva detto al marito Nello che era alle terme. Ciao Elena, ci mancherai».
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