Gasdotto nella vecchia cava? Gli ambientalisti: una beffa

12 Giugno 2015

SULMONA. Per gli ambientalisti sulmonesi suona come una beffa lo spostamento di poche centinaia di metri della centrale Snam. La tanto attesa proposta alternativa, infatti, si trova poco distante...

SULMONA. Per gli ambientalisti sulmonesi suona come una beffa lo spostamento di poche centinaia di metri della centrale Snam. La tanto attesa proposta alternativa, infatti, si trova poco distante dall’attuale sede di Case Pente, in una cava dismessa nei pressi del cimitero. La soluzione, lanciata nell’ultimo incontro alla presidenza del Consiglio dei ministri, scatena le reazioni contrarie dei comitati sulmonesi. «È stato dato un solenne schiaffo che ha il sapore di scherno, di beffa, di dileggio» protesta Maria Clotilde Iavarone, presidente di Orsa pro natura peligna «ma a chi l’hanno dato lo schiaffo il ministero e la Snam? Agli ambientalisti o forse agli abitanti della Valle Peligna? No, l’hanno dato alle istituzioni: al governatore D’Alfonso, all’assessore regionale Mazzocca, al vicepresidente Lolli, al sindaco Ranalli, al presidente della Provincia De Crescentiis e l’hanno dato anche alla commissione ambiente della Camera dei deputati che in una risoluzione assunta all’unanimità aveva previsto un tavolo tecnico per l’individuazione di un percorso del metanodotto alternativo, per il rischio sismico».

Ma non sarebbe ancora tutto perduto. «Lo schiaffo se lo sono meritato» aggiunge Iavarone «ma sono ancora in tempo per riscattare la loro credibilità: per il 23 giugno è previsto il prossimo e forse ultimo incontro. Si muniranno di supporti scientifici, tecnici, legali? O andranno ancora solo con la negazione dell’intesa a farsi sbeffeggiare?».

La valutazione dell’aspetto tecnico della questione spetta ai Comitati cittadini per l’ambiente, che da anni si battono contro il progetto. «L’incontro alla presidenza del Consiglio dei ministri tra Regione e Governo è stato improduttivo, disertato e deludente» incalzano Giovanna Margadonna e Mario Pizzola «la Regione era rappresentata dal solo assessore all’Ambiente, Mario Mazzocca; assenti il vice presidente Lolli e, come nelle precedenti convocazioni, anche il governatore D’Alfonso, che ormai da diversi mesi ci sta facendo assistere a un lento, inesorabile abbandono della battaglia. Abbiamo assistito a un ribaltamento dei ruoli: gli artigli vengono sfoderati dalla Snam che si concede anche la facoltà di schernire i cittadini sulmonesi e il territorio, proponendo come soluzione alternativa lo spostamento in una vecchia cava distante qualche centinaio di metri. La verità sta nel fatto che cambiando la localizzazione, la Snam deve ripetere la Via e applicare, essa o il governo, anche la Vas, come da direttive europee, tuttora disattese».

Si resta in attesa del prossimo incontro di martedì 23 giugno. (f.p.)

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