Gasdotto, non si attenua lo scontro

La Di Nino (FI): l’ottimismo della Regione sul rinvio di 30 giorni è fuori luogo
SULMONA. È già partito il conto alla rovescia per la conferenza dei servizi sulla centrale Snam, rinviata mercoledì di appena 30 giorni. Dopo il lungo e turbolento confronto nella sede romana del ministero dello Sviluppo economico è chiara la consapevolezza che sul progetto Snam si gioca una delle partite politiche più importanti della Regione e soprattutto del governatore Luciano D’Alfonso, accomunato dal simbolo del Pd al premier Matteo Renzi e al sindaco di Sulmona, Peppino Ranalli. Anche se le assenze del presidente e del suo vice non sono certo passate inosservate mercoledì. Esce dal coro dei toni trionfalistici dell’assessore regionale all’Ambiente, Mario Mazzocca, la vicepresidente della Provincia, Antonella Di Nino (FI). «Non sono d’accordo con l’ottimismo mostrato», interviene, «ci è stato concesso un contentino, che dimostra quanto siano controproducenti le politiche della giunta regionale per Sulmona e la Valle Peligna. E allora l’opera per riaprire quel tavolo istituzionale interrotto è rimasta oggi l’unica speranza. Diversamente, si abbia il coraggio di dire che ci si è arresi e si inizi a trattare per una contropartita». I Comitati cittadini per l’ambiente guidano la lotta diventata bipartisan. «Non ci facciamo illusioni», premettono Mario Pizzola e Giovanna Margadonna per gli ambientalisti, «la Snam è ormai vicinissima a ottenere l'autorizzazione. La questione è politica: è nelle mani del principale partito, il Pd, che governa sia a Roma che in Abruzzo». (f.c.)
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