Gasdotto, scontro in Regione La minoranza attacca Marsilio

19 Giugno 2022

Paolucci, Pietrucci e Scoccia: se vuole dire sì all’opera porti un provvedimento in giunta e in consiglio E i medici per la tutela dell’ambiente promuovono un convegno sulla pericolosità delle polveri sottili  

SULMONA. Riprende lo scontro politico sulla realizzazione del metanodotto Sulmona-Foligno. Questa volta sono i consiglieri regionali di opposizione che vanno all’attacco del presidente Marco Marsilio «colpevole per quel recente sì della Regione Abruzzo sull’opera». «Sul gasdotto Marsilio offende l’Abruzzo», affermano i consiglieri regionali Marianna Scoccia, Silvio Paolucci e Pierpaolo Pietrucci accusandolo di confondere le idee agli abruzzesi, mischiando aspetti tecnici e politici.
«Il tema energetico, soprattutto in questa fase, è quello più politico e strategico di tutti, sul quale si scatenano le guerre, si stipulano nuovi accordi commerciali internazionali, si fanno investimenti miliardari proiettati nei prossimi decenni, si cerca di aiutare famiglie e imprese colpite dai rincari. Scegliere come compensare il taglio del gas russo, insistere sulle fonti fossili o investire nelle energie rinnovabili è politica pura», sottolineano i tre consiglieri regionali. «Sulla realizzazione del gasdotto linea Adriatica e sull’autorizzazione del tratto Sulmona-Foligno la Regione ha sempre espresso parere contrario con motivazioni legate alla sicurezza sismica del tracciato e avanzando anche proposte alternative. Insieme alla Regione tutti i livelli istituzionali, dai Comuni alla Provincia, fino ad oggi hanno espresso, con delibere motivate anche tecnicamente, il loro no» ricordano Scoccia, Paolucci e Pietrucci.
«L’ex giunta regionale presieduta da Luciano D’Alfonso ha prodotto sette delibere per negare l’intesa della Regione con lo Stato, qualunque fosse il Governo in carica. Il consiglio regionale (anche quello attuale), ha votato all’unanimità 10 risoluzioni di contrarietà al progetto della Snam. Anche la Commissione ambiente della Camera dei Deputati nel 2011 ha approvato, con voti unanimi, una risoluzione contraria, mai rispettata dai Governi che si sono succeduti», continuano i tre consiglieri. «La titolarità territoriale è dei Comuni e a loro spetta certificare se l’opera è compatibile o meno con gli strumenti urbanistici. La maggior parte dei Comuni ha attestato che il metanodotto non è compatibile. Così come non è compatibile con la legislazione sugli Usi civici, presenti in molte aree attraversate dal metanodotto».
In quanto al piano strettamente procedurale, per i tre consiglieri, «va ricordato che prima di assumere una decisione deve essere predisposto e verificato lo studio sulla sismicità del tracciato affidato dal Mise all’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. Il presidente Marsilio la smetta di fare battute sulla sfiducia al ministro Cingolani o di nascondersi dietro le istruttorie tecniche degli uffici: se la Regione vuole cambiare orientamento e dare parere favorevole all’opera, porti un provvedimento in giunta e in consiglio», concludono Scoccia, Paolucci, e Pietrucci.
«Proprio perché queste riunioni ministeriali non sono un’assemblea politica dove si va a fare propaganda, Marsilio si assuma le sue responsabilità. Le amministrazioni parlano con gli atti ufficiali, non con le chiacchiere e i comunicati».
Intanto anche i medici per la tutela dell’ambiente tornano sulla pericolosità delle polveri sottili prodotte dalla combustione del gas metano. Polveri sottili che, sostengono i medici, sono fonte di malattie gravi come cancro, leucemia, cardiopatia, asma bronchiale.
Per tali ragioni hanno annunciato un prossimo convegno che si svolgerà a Sulmona, su queste tematiche assai delicate, per parlare dell’esperienza della città di Modugno, in provincia di Bari, nella quale medici per l’ambiente hanno avviato analoga battaglia contro centrali inquinanti.
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